La pirla culinaria

By acrimonia

Non cul-in-aria, eh. Per una volta una mia avventura ai fornelli non finisce tragicamente con mia madre quasi piangente, cibo attaccato alle pareti, fumo, fiamme o qualcosa di liquido o solido rovesciato per terra.

No, ieri ho deciso di fare buon uso delle carote e della cipolla che la Befana m’ha portato. Insomma, lei mi prenderà anche per il culo, ma io non glielo lascio fare. Tiè. Mi sono cimentata in questa ricettina che a me piace moltomolto, ma che finora mi ero sempre ritrovata gia bell’e pronta a tavola, fatta da mammà.

Carote al vino

Ingredienti:

  • soquante (= tot. Io ne ho usate 10) carote
  • mezza cipolla
  • una nocetta di burro
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • un cucchiaino di farina
  • una foglia di alloro
  • olio, sale e pepe q.b.

Preparazione (se vi sembra che sia troppo dettagliata nell’illustrare anche procedimenti ovvii, ricordate chi vi sta parlando):

  • lavare, sbucciare e tagliare a rondelle le carote. Esiste il termine “rondelle” in questo contesto? Non lo so, ma mi avete capito di certo. Più o meno spesse, decidete voi. A me piacciono sottili, così in quei minuti in cui cuociono diventano belle morbide e spappolose come piacciono a me;
  • sbucciare e tritare finemente mezza cipolla (anche qui, quanto finemente fate vobis, mio padre la voleva tagliata un po’ più grossa, ma io la preferisco fine-fine). Mezza s’intende su una cipolla di dimensioni medie (quali siano le dimensioni medie di una cipolla, non chiedetelo a me. Se non si fosse capito, sto riportando cose dettatemi dalla madre superiora);
  • nella pentola a pressione, mettere un filo d’olio sul fondo, la cipolla tritata, qualche chicchino di sale grosso (serve a non far bruciare la cipolla… Che volpe la madre!), e il burro. Mettere sul fuoco fino a fare appassire la cipolla (“Ma’, che vuol dire appassire?” – “Vuol dire quando da bianca diventa trasparente.” – “Così?” – “No, è presto.” – “…..Così?” – “Noooo!!”);
  • buttare le carote, il vino, la foglia di alloro spezzata a metà, la farina, sale e pepe (sempre qubì);
  • mescolare un po’, cercare di togliere dalle pareti i pezzettini di cipolla sennò si bruciano;
  • mettere il coperchio apposito alla pentola a pressione, incastrandolo per bene, chiuderlo;
  • restare in attesa del fischio;
  • fffffssssSSSSSSSSS!!!: passare la pentola al fornello più piccolo (“O abbassa il fuoco, fa come ti pare”), poi guardare l’orologio;
  • dopo 8 minuti, spegnere il fornello e far sfiatare la pentola alzando l’apposita valvolina sul coperchio;
  • terminata la sfiatata (“Come faccio a sapere quando ha finito?” – “Non si sente più il psssssssss!” – “Mi fai venire la pipì, ma’!”), aprire il maniglione della pentola e voilà, le carotine sono pronte! Se hanno una specie di cremina, allora vi sono venute bene;
  • mettetele nel recipiente/piatto/coso che più vi aggrada, cavate la foglia d’alloro, assaggiate, pensate “Anvedi, la pirla aveva ragione!” e mangiatevele come contorno di quel che vi pare (non spererete che cucini anche il piatto principale, vero?)!

State pensando che l’ “avventura ai fornelli” che ho usato all’inizio sia esagerato? Provateci voi ad essere una pirla culinaria!

Tag: ,

15 Risposte a “La pirla culinaria”

  1. JeKo Dice:

    Bella e divertente la descrizione… oserei quasi chiamarla algoritmo tanto è precisa (a parte qui qb, qubi e soquante ma tant’è) :P
    Credo che domani o quellodopo potrei cimentarmici… farò avere foto e resoconto alla maestra pirletta… sperando di non dar fuoco alla cucina tutta… si fa per dire eh! :P
    Attendo la prossima missione culinaria!

    -JeKo-

  2. venividiwc Dice:

    Se un giorno vorrai invitarmi a cena, avvisami un po’ prima, così allerto gli artificieri e prenoto una pizzeria in zona… :-)

  3. acrimonia Dice:

    @Jeko: Se attendi la prossima “missione” (che termine quantomai appropriato, bravo!), hai da aspettare parecchio, caro! Comunque, ben felice di fare da guru (ssseeeh!), e fammi sapere come vengono le carotine! :)
    @venividiwc: Non ti preoccupare, mi conosco (mascherina), quindi o invito direttamente fuori, o se proprio mi cimento cerco sempre di avere la busta n.2 pronta! ;)

  4. Sara Dice:

    Sei un po’ l’Antonella Clerici de no artri! A quanto pare stavolta non hai combinato grandi casini..non alziamo troppo la voce, altrimenti il tuo spiritello anti-626 potrebbe risvegliarsi bruscamente. Fortunella che la tua madre superiora ti dice per bene cosa devi fare; la mia oltre a non dirmi niente, si permette pure il lusso di urlarmi addosso quando sbaglio :| cioè sempre.

  5. Enrica Dice:

    come dice il vecchio proverbio, di necessita’ virtu’… io quando sono andata a vivere per conto mio (ormai taaaaaanti anni fa) non sapevo nemmeno come fare un uovo sodo (giuro). Ma grazie al dio microonde e alla signora quattrosaltiquaela sono sopravvissuta, ed ora so addirittura fare il pollo all’arancia… Che conquista la prima volta che l’ho fatto, un po’ come quando sei bambina e ti regalano la prima barbie… Da paura!

  6. Niky150 Dice:

    Approdata da style direttamente qui…
    direi che te la sei cavata egregiamente,neppure io faccio grandi menù…la pentola a pressione non so nemmeno chiuderla… quindi…CLAP-CLAP ;)

  7. acrimonia Dice:

    Grazie Niky! :D
    Ce se prova… Alla mia veneranda età, è una semi-vergogna!

  8. Taglia Dice:

    Rondelle nel contesto culinario va benissimo.
    Non sono convinto però di quei grani di sale grosso sul fondo di cottura. Per il resto, è evidente che una poetessa dovesse mettere come spezia l’alloro ;)

  9. 3gattieuna Dice:

    appena sposata,ho dato sfoggio di insospettate doti culinarie…che sono sparite al fatidico momento delle “pappine da svezzamento”! ;-)
    Ora,cucinare è una noia,una fatica preserale che ti si prospetta tutti i giorni.Ritornerò a cucinare con piacere quando sarò nonna,e qualsiasi cosa preparerò sarà sempre meglio di quella della mamma(SGRUNT)

  10. acrimonia Dice:

    @Taglia: Fiuuu per rondelle ci siamo! Per i grani di sale grosso, io eseguo quel che mi dice la madre superiora, e me l’ha sempre detto che il sale grosso servirebbe a non bruciare la cipolla, poi non so se sia vero o meno… Wow, quell’ode al duplo mi rende poetessa? E’ così facile diventare poeti? :D
    @micia: Mia madre riunisce in sé le due estremità: nella vita di tutti i giorni, me lo dice sempre, le viene il patema solo a dover escogitare sempre cosa mangiare. La domenica, invece, quando (mio padre è testimone) noi le diciamo di riposarsi, lei si sbizzarrisce e non si toglie dalla cucina tutto il giorno, le piace proprio, le è sempre piaciuto. Ma solo la domenica e per le feste.

  11. crazy admin Dice:

    Ed eccomi qui, come promesso, con l’esito della “mission impossible: carrots for everybody”.
    Forse sarà stata la stagione… forse la fretta… forse la poca dimestichezza con l’ortaggio carota… sta di fatto che le carote (tagliate otttttimamente con queste mie sante manine) erano belle sode (per non dire dure e crude) oppure belle soffici (per non dire scotte e sfatte)… ma ad onor del vero un buon 10% era commestibile… Forse ho fatto bene a dedicarmi all’informatica anziché alla cucina… Ma mi riprometto di riprovare… alla lunga “ce la possiamo farcela” :P
    Intanto mi scuso con la maestrina pirlina e corro a ripassare…

  12. acrimonia Dice:

    Ahahah, grande, ho dei seguaci!! Ti perdono, allievo Jeko, ti perdono! :) Peccato però che non ti siano venute bene (a parte quell’esiguo 10%…), e dire che ce l’ho messa tutta per spiegarla nel dettaglio! Mi spiace, ma se è vero che “practice makes perfect”, insisti figliolo, insisti! :D

  13. crazy admin Dice:

    Non è colpa dell’insegnante… è stato l’allievo a dare un po’ il peggio di se… ma comunque era un esperimento in solitaria… diciamo che nessuno è rimasto intossicato :P
    Circa insistere… sicuramente… ma credo non oggi che ho gente a cena… gli esperimenti li lascio a momenti meno impegnativi :P

  14. 3gattieuna Dice:

    amme me so’venute benissimo…ma io ho più pratica!!!Eppoi,verdura ,carne e pesci sono le “basi”che cucino più volentieri,mentre ho poca passione per i dolci(anche da mangiare) e anche i primi,li faccio,ma non ho grandi slanci(sarà che amo i classici…)

  15. JeKo’s Blog v 0.2b » Post Topic » Me, myself & the kitchen: la Pavlova Dice:

    [...] aver seguito qualche lezione di alta cucina dalla maestra pirlina (con scarsi risultati ad essere sinceri), ho deciso che la mia sarebbe stata una missione: imparare [...]

Lascia un commento