Oggi, dopo pranzo, mio padre m’ha chiesto di controllare su internet se qualche Comet o MediaWorld fosse aperto. Ne ho trovati un paio, così lui ha proposto un pellegrinaggio. Ed io, che godo solo di una sottospecie di stipendio, quando il papi apre il portafoglio, so che è un’occasione da prendere al volo, quindi partiamo tutti e tre, l’allegra combriccola, alla volta del MediaWorld.
In due ore e passa dentro sto spazio sconfinato, ci siamo persi fra noi 46 volte. Scene del tipo che io ritrovavo mia madre, ci riunivamo per cercare mio padre, poi io restavo indietro a guardare qualcosa, la riperdevo e si ricominciava daccapo. Ecco, ora so dove far andare a giocare a nascondino i miei futuri figli quando avrò voglia d’intimità col maritino: lì, ho la certezza che prima di una cert’ora non me li vedo tornare a casa.
Comunque, in tutto sto marasma, i miei genitori guardano, valutano, comparano, riflettono… io compro. Così finisce che loro hanno guardato per:
- una lavatrice
- un frigorifero
- una scopa elettrica
- delle cuffie senza fili
e non hanno comprato niente. Io ho guardato:
- un hard disk esterno, che mi son stufata di vedere, ogni volta che ho quella cosina in più sul pc, mentre sto scaricando, la finestrina che fa pop! e m’informa che lo spazio su disco è insufficiente. Gnè gnè. Rompiscatole!
- una piastra per capelli. Va bene che non ne farò largo uso (non ne ho neanche tutto sto bisogno, tranne quando -tipo adesso- il mio ciuffo si rifiuta di prendere una forma qualsiasi perché troppo lungo), ma almeno che ne abbia una come si deve, e cioè NON quella che mi regalarono per la cresima… o era la prima comunione?
- un impiantino stereo. Possibile avere in casa 3 impianti stereo di cui neanche uno che legga i cd? Glieli metti dentro e, a scelta: o gira a vuoto “trrrfssstrrrfsss“, o fa un suono inquietante poi te lo risputa fuori (capirei se fosse la Pausini, ma anche coi Dire Straits?), oppure gli piace così tanto che se lo mangia proprio e tu devi accanirti con le unghie ad aprire lo sportellino per far tornare fuori il tuo cd, mentre quello fa dei versi tipo bestia agonizzante;
li ho agguantati e li ho messi nel carrello. Tanto ci sono i saldi, non costavano tanto e avevamo bisogno di tutto ciò. In più, quando ci ricapiterà mai di entrare in un MediaWorld di domenica semideserto, coi commessi sempre disponibili senza aspettare mezz’ora prima che si liberino?
Unica piccola nota stonata dell’idillio consumistico, l’impiantino stereo era l’ultimo rimasto (quindi scontato del 20%), dunque cosa succede se quando me lo imballano si rendono conto che non c’è il telecomando? Succede che papino dice “Vabe’, voi ce lo procurate, noi vi lasciamo un piccolo acconto poi ci dite quando arriva e torniamo a prendere tutto lo stereo”. I suoi soliti plurali majestic, come dico io. So già come andrà a finire. Che il “noi” si trasformerà in un “tu, Monia”. Fa per andare a compilare le carte col commesso, poi ci ripensa, mi guarda e dice: “Anzi, vacci tu, che tanto verrai tu a prenderlo.”… Ma dai? Che sorpresa.
Piccola tappa successiva in un negozio di scarpe in cui ho comprato finalmente un paio di ballerine scontatissime: quelle che avevo ormai c’avevano le punte tutte consumate. “E io pago”, mormora papà sconsolato. Il pomeriggio si conclude con tappa finale dal piadinaro per la mia sostanziosa merenda in vista del lavoro di stasera, al che sto pover’uomo dice: “Fiola, te con noi in giro per negozi non ci vieni più!”.
Dal momento in cui questa frase è stata pronunciata, mi sono spuntate in testa come funghetti sotto un pino mille idee di cose da prendere approfittando dei saldi:
- un paio di stivali. Da qualche parte nel mondo deve essercene un paio che mi piaccia;
- uno o due maglioncini, male non mi fanno;
- un paio di sneakers. Le mie Onitsuka non ne possono più (prego notare: ho appena comprato un paio di scarpe e già penso a comprare altre due paia di calzature. Incorreggibile).
Ce la farò? Prossimamente su questi schermi.
Tag: Acquisti, Famiglia, MediaWorld, Saldi, Scarpe
14 Gennaio, 2008 alle 2:17 am
Aveva ragione Elio… la follia della donna…
14 Gennaio, 2008 alle 8:45 am
Evviva MediaWorld

Cmq non ti preoccupare… il perdersi è una costante senza eccezioni… almeno se si è un minimo geek
Stereo che non leggono i cd dei Dire Straits? Da defenestrare senza indugio
14 Gennaio, 2008 alle 9:20 am
Anch’io approfitto delle poche gite consumistiche di famiglia per riempire il cestello. Brava Monia, appoggio pienamente l’acquisto di scarpe; dovrei muovermi anch’io, altrimenti come al solito non riuscirò a trovare il mio numero. Non voglio pensarci
14 Gennaio, 2008 alle 10:03 am
@Pautasio: Elio c’aveva e ha ragione su un bel po’ di cose!
@Jeko: Fiuuu mi rincuora che il perdersi sia normale! Pensa, uno degli stereo nemmeno la cassetta di Battisti leggeva! Eh ma allora sei proprio un cesso!
@Sara: Grazie grazie per la solidarietà! Essì, io con le scarpe ho spesso avuto quell’inconveniente lì, ma poi non capisco una cosa: perché quasi tutte le mie amiche portano un 36-37, massimo 38 (e allora io per estensione credo che la media femminile sia quella), poi invece quando vai a cercare i 39/40 non ci sono MAI?
14 Gennaio, 2008 alle 11:00 am
Anch’io fino a poco tempo fa lo facevo, mi aggregavo ai miei confidando in qualche acquisto/regalo; però poi mi prendevo male, anzi, ammmale perchè mi sembrava di fare l’egoista e quindi restavo quasi sempre a bocca asciutta, attendendo il momento in cui avrei avuto uno stipendio a avrei potuto spendere soldi miei. Ed ora che posso… non rimpiango affatto quella dipendenza! Tutta un’altra soddisfazione comprare coi soldi guadagnati
Sono malata, lo so… Sarà che non amo comprare scarpe
14 Gennaio, 2008 alle 12:03 pm
io amo le scarpe!!!ma non portatemi da mediaworld,comet e affini ,dopo 10 min tra schermi 1000pollici,stereo a tutto volume e ragazzetti attaccati alle consolle-prova i miei nervi non reggono,devo uscire a prendere aria(inquinata)!°°
In generale i mega maxi store con 150 negozi mi provocano ansia,palpitazioni,cefalea,secchezza delle fauci e gomito del tennista…^^
Fosse per me si tornerebbe all’amabile negozio sottocasa o al mercatino immediatamente(sono arcaica nell’animo,lo so!!)La salvezza?Il web,ma prosciuga in maniera subdola e poco gentile il conto,e quindi me lo auto-proibisco tassativamente,ricorrere solo in casi estremi(che naturalmentre io e la dolce metà valutiamo mooolto diversamente!!)
14 Gennaio, 2008 alle 12:38 pm
Possibile avere in casa tre stereo e nessuno che legga i cd? Possibilissimo, io in casa ho tre stereo e non uno che funzioni.
14 Gennaio, 2008 alle 1:44 pm
@Fede: Diciamo che ti capisco, ma fino a un certo punto!!
Nel senso che finché faccio acquisti tipo vestiti, libri, borse, scarpe, eccetera è una spesa per me abbordabile coi miei risparmi, ed è un piacere non dover andare a fare la questuante da mamma e papà. Però ovviamente certe spese non me le posso permettere, e se mi servono/mi piacciono devo fare gli occhi dolci ai genitori! 

@micia: Ma infatti anch’io, se ieri non avessi perso i miei genitori tutte quelle volte, me la sarei svignata mooooolto prima, finiti gli acquisti, subito! Comunque anch’io ho una decisa insofferenza per i centri commerciali… Cerco di andarci solo se necessario, e quando so che c’è poca gente, così faccio velocemente i miei acquisti e volo via. Invece su internet non acquisto mai niente. Solo viaggi!
@Taglia: Uh, che bello! La cosa “simpatica” è che due di essi li abbiamo portati a far aggiustare, sono andati due mesi poi hanno ricominciato a fare i cretini. Il terzo l’ha aggiustato mio padre, stesso risultato.
14 Gennaio, 2008 alle 1:55 pm
Finchè il plurale maiestatis “verremo a prenderlo” si trasforma in “Tu, Monia, verrai a prenderlo” e quello “pagheremo” si trasforma in “Io, papà di Monia, pagherò”, direi che non ti puoi lamentare!!!
14 Gennaio, 2008 alle 2:01 pm
Vero, vero!
14 Gennaio, 2008 alle 2:06 pm
@Monia: ho il tuo stesso problema con le scarpeee..d’altra parte anche i piedi sono uguali!
14 Gennaio, 2008 alle 2:35 pm
Dai? Abbiamo qualcosa in comune, Sara? Strano!
14 Gennaio, 2008 alle 6:21 pm
@Acrimonia: adesso che mi ci fai pensare, uno è partito perché mio padre (il mago dell’elettronica) ha detto: faccio una piccola modifica alle casse, così otterremo un suono migliore. Addio stereo.
14 Gennaio, 2008 alle 9:54 pm
“plurale majestic” è un’espressione eccezionale!
14 Gennaio, 2008 alle 11:52 pm
GraSie boss!
16 Gennaio, 2008 alle 10:46 am
[...] consumistica familiare descritta qualche giorno fa da acrimonia, ieri il mio coinquilino maschio ha deciso di comprare una stampante. Eh eh niente di male se non [...]
16 Gennaio, 2008 alle 2:00 pm
se continui così al MW ti danno un shopper personale
red
16 Gennaio, 2008 alle 2:20 pm
Va che non sarebbe mica brutto!
In realtà, ste occasioni si verificano qualcosa come tre volte l’anno. Facciamo come i cammelli che bevono tanto ma raramente. Noi spendiamo fior fior di euro in un mese, poi nessuna spesa straordinaria per altri 4-5
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