E i punti della Granarolo. E i punti della Esso. E le lune della Tim. E i punti dell’Agip. E che due maroni.
La situazione forse negli ultimi anni è migliorata, o forse sono solo io che ho talmente il disgusto che non ne voglio più sapere e non sento o rimuovo quello che ascolto su nuove raccolte punti. Ma io mi ricordo da bambina che si raccoglievano i punti di TUTTO! Mulino Bianco (ahhhh, quante tazze, quanti piattini, sveglie, lampade, tovaglie, e mille cose del Mulino Bianco!!), Granarolo, la pasta, i cereali (la sveglia col canto del gallo della Kellogg’s non la dimenticherò mai. Come può una persona sana di mente volersi svegliare con un gallo che ti canta a tutto volume a 30 cm dalle orecchie? E il frisbee che quando lo lanciavi suonava? Mitico!), la Kinder, la Coop (quell’orrendo plaid di pile azzurro ancora lo uso quando mi spalmo sul divano nelle serate fredde), la Pavesi (i borsoni di Roberta Di Camerino, mi pare… Quelli verdoni con le cuciture e le maniglie blu. Hanno contenuto i miei abiti per mille vacanze, e ora contengono il ricambio e l’accappatoio quando vado in palestra, altro che borsoni fashion Everlast, North Sails o Puma!), e chissà quante altre che non ricordo.
Mi sovvengono lampi di ricordi, io bambina che aiuto la mamma a tagliuzzare e appiccicare i punti, compilare le schede, leccare i francobolli, ricordo persino una sera passata da amici di famiglia in cui io e il figlio quasi mio coetaneo non abbiamo fatto altro che ritagliare e incollare punti della sua mamma.
Una vita costellata dalla raccolta dei punti. Poi, man mano, negli anni, mia madre s’è stufata, e l’unica che ancora facciamo (anche se entrambe giuriamo che questo è l’ultimo anno -ma io non ci credo tanto) è quella della Granarolo.
Tutto ciò mi è venuto in mente oggi perché ho sentito uno spot alla radio. Una voce femminile dice: “Tesoro, Luigino ha bisogno di sciarpa e cappello.” Il maritino risponde: “Mh. Vado all’Agip!” – “Ah, eee anche di un ombrello!” – “Ah. Vado all’Agip!” – “Eeeee di una borsa da palestra!” – “Sì, sì. Vado all’Agip!”. Ebbastaaaa, ti si è incantato il discooo?! Che nervi… Quel che mi fa incazzare è che lui dice tutto ciò come se fosse tutto un “ciapa ciapa e porta a cà” facile facile, mentre in realtà Luigino farebbe prima a comprarsele in un negozio tutte ste cacchio di robe che gli servono, che prima che papino raggiunga i punti necessari per prenderli… Ciao, Luigino ha già compiuto 20 anni!
Diciamolo, le raccolte punti sono dei calvari. Mesi e mesi di ossessivo conservare tutto, con scene di pura isteria se per caso papà nella sua beata ingenuità si azzarda a buttare una bottiglia di latte senza togliere il punto (”Cosa faiiiii???” sa-cri-le-gio!), mesi di tagliare i bordi dei punticini, di sfoglio dei cataloghi per vedere se c’è qualcosina che sia vagamente decente senza dover raccogliere quarantamila punti, mesi di scotch, di sconforto perché hai già capito che a prendere quel che volevi non ci riuscirai mai, e infine ripiegamento su qualcosa che più che a una seconda somiglia ad una ventesima scelta. Ma ormai, ho fatto tutta sta fatica, qualcosa dovrò pur prendere, ti dici.
Prospettive per quest’anno? La raccolta Granarolo (a cui do un ricco contributo io con gli yogurt Yomo, anch’essi validi, che consumo in quantità inumane. Ma è per mantenere sempre vigile e attiva la parte acida che è in me!) scade il 31 marzo. A me piacerebbe tantotanto prendere la macchina per fare il gelato, a mia madre no. Ci vogliono qualcosa come 800 e passa punti. Ne abbiamo sì e no 450. Essendo realisti, credo sia già tanto se riusciamo ad arrivare a 500.
Ho già capito. Set di asciugamani, quest’anno.
Tag: Agip, Coop, Esso, Granarolo, Isteria, Kellogg's, Kinder, Mulino Bianco, Pavesi, Pubblicità Radio, Raccolte Punti, Ricordi, Yomo
15 Gennaio, 2008 alle 9:56 am
In casa mia di queste cose se ne occupava mia sorella. Ora se ne occupa sempre lei ma i premi non li prende più per me ma per mia nipote. Lei è una portasfiga assurda per gli altri..mentre nelle sue cose è una sculata pazzesca. Grazie a lei, conservo numerosi premi del Mulino Bianco, come la casetta con millemila giochini, varie tovaglie, piatti e teglie Barilla, contenitori dell’Invernizzi, ma soprattutto..i premi della Kinder! Eh sì, quei premi lì erano veramente “sudati”. Io mi dovevo sacrificare e per raccogliere più punti possibile, me magnavo una merendina dietro l’altra appena potevo, ma i miei coinquilini mi sgirdavano
. Però ora ho due polo enormi che uso per stare in casa! Mia nipote è stata molto più furba..ha convinto mia sorella a farle mangiare una merendina ogni mattina, ogni tanto ne porta una alla sua zietta fogna adorata, finisce prima il pacchetto, ne compra sempre di più, raccoglie più punti e prende regali belli assai!
Coi punti della benza invece mia sorella mi prese il dizionario inglese-italiano. Un affarone!
15 Gennaio, 2008 alle 11:22 am
Sapessi diversi anni fa quante Kinder Delice mi ero strafogato per arrivare ad 1 maglietta da calcio… alla faccia dei brufoli!
15 Gennaio, 2008 alle 11:50 am
@Maldisatira: ed è il meno la kinder delice: un mio amico per avere la maglia della Juve ha fatto la cura degli yogurt, mi pareva fossero i danone.
15 Gennaio, 2008 alle 1:10 pm
Io le casette del mulino biano ce le avevo tutte.
Mannaggia a me che le ho buttate, su ebay ci farei i miliardi oggi.
L’unica raccolta che abbiamo sempre fatto è, per l’appunto, del Mulino Bianco: casette, tovaglie, portapane, piatti, tazze…
Ad oggi ho i punti della benza in sospeso (che non vanno avanti perchè ho truvato un distributore senza marca che è molto più conveniente) e i punti di Mediaworld (e compra il mixer, l’aspirapolvere, il ferro da stiro…).
Magari con questi ultimi riesco a fare qualcosa prima che scadano.
15 Gennaio, 2008 alle 1:39 pm
Io ho ancora qui in cameretta “Il Mulino egli Artisti” consegnato il 4 ottobre 1992 (oddio che bei tempi..8 anni!). Adesso lo ricompongo e lo vendo su ebay come pezzo unico!
15 Gennaio, 2008 alle 2:00 pm
I miei mulini(quello con i colori e la cancelleria e quello coni giochi di società da viaggio)non sono usciti indenni dalle mani dei miei figli…I borsoni della pavesi inveceli ho ancora,è grazie a loro che sono diventata una gocciola-dipendente!!!
A me l’idea di ritagliare i punticini fa tanta tenerezza,adesso ci sono ste carte fidelizzanti anonime(e pure pericolose,controllano cosa,quanto e come lo compri,il mercato è il vero Grande Fratello dei nostri tempi)che ti rifila anche il droghiere sottocasa!!!>(