Freddo? Naaaa!
Sono fatta così. No, non come il cartone animato. Cioè, anche, visto che sono della convinzione di avere anch’io quella simpatica famigliola di globuli rossi con la sacca tipo canguro però sul culo con cui portano l’ossigeno in giro per il mio corpo. Ma mi riferivo ad altro. Precisamente, alla mia tendenza, da un fatto, un evento, una qualsiasi banalissima cosa, ad innescare riflessioni più o meno inutili (più). Stream of consciousness, avrebbe detto Joyce. Mio padre, più prosaicamente, dice che uno sticadènt (stuzzicadenti) lo faccio diventare un pino di montagna. Potenza delle immagini quotidiane. Vabe’.
Tutto comincia, oggi, con una delle solite scene familiari. E’ quasi mezzogiorno, io e mia madre siamo in cucina e sentiamo una macchina fermarsi quasi davanti a casa nostra. Mia madre, che al contrario di tutti i comuni mortali che non vivono in questo paese (perché qui tutti fanno così), non può, non ce la fa ad aspettare il suono del citofono per alzarsi e scoprire chi è (senza contare che, se non è qualcuno per noi, non saprà mai chi transitava per la nostra via, perché e per chi, e questo è inaccettabile), si alza e si affaccia alla finestra. Mentre io le dico: “Guai a te se ti lamenti che quando sei a casa dal lavoro non stai mai seduta cinque minuti!”, lei prorompe in un “Mo guarda lì, mo guarda lì!!” carico di disapprovazione. Che c’è? C’è che la nostra vicina scende dalla macchina con la schiena nuda. Eh? Nella mia mente scemoide si è formata un’immagine della mia 35enne vicina con uno di quei top che lasciano la schiena scoperta. A gennaio. Insomma, che dovevo fare? Mi sono affacciata pure io per verificare che non fosse così pazza. Da uno sguardo veloce ho appurato che ha semplicemente un piumino cortocorto e che sta smanettando col portellone del bagagliaio. Aggiungeteci dei jeans a vita bassa, un maglioncino probabilmente delle stesse dimensioni del piumino et voilà. Mezza schiena è scoperta, e mia madre continua a borbottare: “Tira un vento che pela e quella se ne sta con i reni scoperti!”. A questo punto mi si presentano tre vie:
- consigliare alla mia vicina di leggersi questo;
- consigliare a mia madre di farsi una sporta di cavoli suoi;
- scatenare la mia mente da pirla in un profondo pensiero scaturito dall’accaduto.
Busta n.3, grazie. Le ragazze oggi non sentono il freddo. Pantaloni a vita bassa, canottierine, toppettini, maglioncini, biguli (visto che so cosa questa parola vuol dire in certi dialetti, preciso: da me significa ombelichi) di fuori, perry che scoprono le chiappe, pantaloncini corti anche d’inverno (con collant e stivali, ok, ma sempre pantaloncini sono eh!).
Insomma, tutto sembra confermare la mia teoria. Dieci minuti dopo, un amico mi ha mandato per mail questa foto:
Tag: Cartoni animati, Comari pettegole, Foto, Freddo, Jeans a vita bassa, Joyce, Ombelico scoperto, Perizoma, Riscaldamento globale, Siamo fatti così, Stream of consciousness
23 Gennaio, 2008 alle 3:39 pm
la busta 2 secondo me si adatta a tutte le occasioni, cmq la foto è veramente troppo simpatica
red
23 Gennaio, 2008 alle 5:35 pm
Io con mia madre utilizzo la busta 2, però solo perchè non voglio che mi rubi il lavoro.
23 Gennaio, 2008 alle 7:39 pm
Diciamo che molta gente avrebbe bisogno della busta numero 2… Non è certo solo nel tuo paese che accadono queste cose! Però concordo con te… Stare al caldo o avere gli occhi addosso? E’ qui che la risposta è quasi sempre busta numero 2!!! “E se ti viene lo squaraus???” “E’ la volta buona che perdo il mezzo chilo che mi deturpa i fianchi!!!”
Per fortuna ci sono anche le eccezioni!
Devo dire che non so se la moda aiuti molto… Non vado mai in giro in cerca di abiti femminili, ma se ti si propone solo un certo modello di maglioni, di pantaloni ecc… Oppure sono sempre scelte consapevoli? Mah!
23 Gennaio, 2008 alle 11:29 pm
Beh sì, una bella busta n.2 ci starebbe in un bel po’ di situazioni…
). Certo, altro discorso è per i jeans, quelli ascellari ovviamente non sono i miei preferiti. E’ vero che magari bisogna brigare un po’ per trovare la cosa giusta, ma a parte un po’ di schiena (anche se non ai livelli della mia vicina) e di décolleté io non ho mai scoperto altro. Detta così sembro musulmana! Intendo d’inverno eh! 
Guarda Luca, sarà che io più che seguire la moda al limite se mi piace mi ci adeguo, ma io la panza di fuori non l’ho mai messa (e meno male, se no sembro l’omino Michelin!
24 Gennaio, 2008 alle 9:22 am
Bhè, ma ero sicuro che fossi compresa anche tu nelle eccezioni di cui parlavo!!!
24 Gennaio, 2008 alle 9:49 am
@ venividiwc: mi stupisce che tu non vada mai in giro in cerca di abiti femminili….
io odio i maglioni e le magliette corte, mi entrano spifferi da tutte le parti e ho sempre un freddo becco. Di solito vesto con strati in numero variabile dai 3 ai 5! E riesco sempre e comunque ad avere un pezzo di schiena fuori quando mi piego!
24 Gennaio, 2008 alle 10:05 am
idem come fede.E piumino o cappotto almeno fino al ginocchio.Anche in estate tendo al musulmano,io…al massimo spalle ,decoltè e ginocchio scoperti,ma dietro ho sempre il fularino paraspiffero!!
24 Gennaio, 2008 alle 11:07 am
Grazie della fiducia Luca!
Fede, pure io non so come ma riesco sempre a ritrovarmi con la schiena gnuda quando mi piego… E dire che sono una fan di quell’indumento anti-sesso (così ho sentito dire, insieme ai gambaletti e alle ballerine… tzè!) che è la canottiera!!
24 Gennaio, 2008 alle 11:46 am
@ monia: W la canottiera! peccato che anche quelle le trovi solo supercorte! Ieri per scherzo un mio amico voleva mettermi la mano gelata sulla pancia. Ha cominciato a ravanare alzando i vari strati (maglioncino, dolcevita leggero, t-shirt) e, arrivato alla canottiera, si è stufato!
24 Gennaio, 2008 alle 11:57 am
Tema: vita bassa e cavoli propri. E’ cattiva la pistola o è cattivo chi preme il grilletto?
Quando lavoro in tribunale (come precario) vengo in contatto con un’umanità varia e surrealmente incomprensibile. Gli avvocati per le pratiche mandano o le segretarie o le praticanti, tutte inevitabilmente carine (forse per laurearsi in giurisprudenza occorre superare un concorso di bellezza, perché di bruttine ne ho viste poche).
Le ragazze indossano, seguendo la moda, pantaloni a vita bassa, così quando si calano per prendere faldoni, sentenze, ecc. inevitabilmente io mi faccio una panoramica di culi scoperti perizomati (non potete immaginare quanti ce ne siano di rossi in giro). Non è che io sia un maniaco (i cavoli miei me li farei volentieri), semplicemente senza pudore te lo sbattono in faccia. “Cazzo, hai già timbrato tutte le copie delle sentenze?”, “già, oggi mi sento una certa energia dentro!”.
24 Gennaio, 2008 alle 12:14 pm
la canottiera è invece attizzante,sugli uomini e sulle donne…(marlon docet,e lentiggini kate,pure!!)
il gambaletto è mortificante,ma mai quanto il calzetto bianco corto e moscio…
le ballerine antisesso??? O°
@taglia:oramai anche giudici ed avvocati devono essere telegenici,vista la frequenza con cui vanno in tv!!!
24 Gennaio, 2008 alle 3:03 pm
Micia, ma anche secondo me la canottiera non è mica brutta da vedere (pure Sayid docet!
), però così ho sentito… Più che altro, come dice Fede, è proprio il dover ravanare mille strati che dopo un po’ magari scoraggia!
Per le ballerine, non me ne parlare, è un mistero che non riesco a capire: molti miei conoscenti di sesso maschile sostengono questa cosa. Mah!
24 Gennaio, 2008 alle 3:28 pm
sarà che sono antiquata,ma per me il ravanamento fa parte del corteggiamento…io sono una di quelle(pazze?)che trova sexissima la scena di “lezioni di piano”in cui harveykeitel tocca la pelle di hollyhunter attraverso un piccolo buco della di lei calza…oddio,per mè è erotico tutto il film,mi scatena effetti collaterali in ogni scena!!^^
24 Gennaio, 2008 alle 5:41 pm
Io “Lezioni di piano” non l’ho mai visto… Ma sono anch’io una fautrice del ravanamento, dello scostamento, dello spoglio lento!
24 Gennaio, 2008 alle 7:02 pm
allora lo devi vedere!!E anche ascoltare,ha una delle più belle colonne sonore mai scritte per un film.Ovviamente è la classica storia che al 90%dei maschi fa venire su du maron così…ma il mio allora-non-ancora marito lo apprezzò; appena usciti esclamò;”bellissima la Nuova Zelanda,ci dobbiamo andare!!”Del film non aveva capito una cippa,ma almeno non si era addormentato o distratto!!!XD
25 Gennaio, 2008 alle 12:49 am
Ok grazie del consiglio, appena riesco lo guardo! E ascolto!
25 Gennaio, 2008 alle 10:15 am
La vicina con la schiena fuori… sono io! Carramba che sorpresa!!
Che ci posso fare se soffro il caldo? Sono una stufetta.
Io d’inverno non ho mai le mani fredde anche se non porto i guanti, ho sempre pancia e schiena a rischio scopertura e non mi da fastidio, sono almeno 15 anni che non porto più la canottiera come primo degli strati.
E d’estate mi toglierei la prima pelle da quanto soffro e patisco l’afa. L’afa della laguna è una cosa micidiale.
Anche le zanzare. Mi aspettano sotto casa, in formazione a testuggine e come scendo dalla macchina sigillata a tenuta stagna e percorro il vialetto stabilendo il nuovo record sui 18 metri piani quelle si fiondano all’urlo di “Meriinga? There’s a party!!!”.
25 Gennaio, 2008 alle 11:46 am
Michael Nyman ha composto la colonna sonora del film lezioni di piano. Vale la pena di ascoltarla, sia con il film, sia da sola.
@Micia: a me il film ha messo una strana inquietudine, quel perverso keitel, e il marito di lei poi…
25 Gennaio, 2008 alle 12:13 pm
@taglia…bello!inquietante,erotico…la bambina,i maori,quel paesaggio violentissimo…il mutismo,l’intensità,il dolore,l’amore,il sesso,la musica,la tristezza,la normalità impossibile.A me alla fine scatta sempre il momento”mo’ti salto addosso,ma in silenzio e vestita”…è per quello che mio marito se lo rivede con me ogni volta,cercando di non addormentarsi!!
25 Gennaio, 2008 alle 2:23 pm
@Meriinga: Ricordo i miei anni gloriosi da calorosa! Io ero quella che quando andava a scuola, in classe si spogliava fino a restare in maglietta anche d’inverno (anche perché, non so da voi, ma da me c’erano sempre i caloriferi che buttavano su un calore equatoriale, nonostante ci fossero mie compagne che non si toglievano mai il piumino e tenevano i pantaloni del pigiama sotto i jeans [shhh,sorvoliamo
])! Poi successe sta cosa… Se è vero che le foche si scaldano per lo strato di grasso che hanno, così devo aver fatto anch’io, perché in seguito a un netto dimagrimento diventai freddolosa e così son rimasta!
(Non mi parlare di afa e zanzare, però. Qua mi sa che sto messa male come te. E’ ciò che mifa odiare l’estate!)
@Micia & Taglia: M’avete fatto venire na gran curiosità con sto film!!