Episodio n.1:
Sul muro della cucina, abbiamo un piccolo pannello di sughero a cui puntiamo foglietti, post-it e quant’altro di promemoria. L’altro giorno ne ho trovato uno con la calligrafia di mio padre che recitava: “REM AXELEREIT“. Normalmente, le cose che scrive lui sono programmi strani che scova nelle reti private e locali che zappinga tutte le sere (programmi che non si ricorderà mai di riguardare, però intanto se li scrive), quindi ho pensato che anche questo fosse il caso, e sono passata oltre. Fino a ieri, quando mi ha detto: “Hai visto quel biglietto lì? E’ il nuovo disco dei R.E.M.! [Sa che mi piacciono, ndr]“. “Aaaahh, Accelerate!! Beh complimenti, la pronuncia, almeno, l’hai scritta giusta!”
Episodio n.2:
-”Monia, domani m’imbuchi sta busta?”
-”Ok, cos’è?”
-”Una dichiarazione.”
-”Di (sottinteso: cosa, ndr)?”
-”…chiarazione!”
-”Sì, ciao!”
21 Marzo, 2008 alle 13:18
almeno tuo padre sa che musica ti piace e sa che esistono i R.E.M.! i miei neanche quello… beh, poi sulle pronunce delle parole straniere nascono sempre show a bizzeffe! ricordo un UOTEURLD di mia madre che doveva essere Waterworld ed il mitico KALAKASHNIKOV al posto del kalashnikov…
21 Marzo, 2008 alle 13:44
mia mamma abbrevia.. CATING al posto di CATERING… la Mediauol ..
Solo una cosa allunga: la multiplajet!
21 Marzo, 2008 alle 13:46
21 Marzo, 2008 alle 14:07
Belli i REM! AXELEREIT! Fantastico. Anche mio papà scrive molto bene la pronuncia… Un giorno gli ho lasciato scrivere il nome dell’artista sopra un cd, vado in cucina, prendo il disco e leggo Emi Wainaus…
17 Luglio, 2008 alle 14:25
A proposito di pronunzie varie… questa forse è capibile solo da chi ha una certa età (sigh) ma è successa ad un mio amico batterista.
Stava facendo il soundcheck per un concerto e il fonico (alquanto ruspante) gli chiede di suonare qualcosa per controllare i livelli sonori della batteria.
“Sòna un ritmo tipo ‘africa’!”
Lui pensa subito al famoso (ripeto, per chi ha una certa età… ehm ehm… ) pezzo dei Toto e attacca a suonare.
Subito il fonico “Manòòò manòòò!”
Sguardo interrogativo del musicista “?!?”
E il fonico: “ma dai quel pezzo che fa: ‘aaaaaaa frì-cà’!” (ovviamente sulle note di “Freak Out” degli Chic)
…hanno dovuto portar via il mio amico a braccia, perché non riusciva più a ripigliare fiato dal ridere…
Beh se non si è capito io almeno ci ho provato ecco.
18 Luglio, 2008 alle 10:49
Via via, non dire accussì, Africa dei Toto è conosciuta anche dai 18enni eddai
Bellissimo però l’aneddoto, anch’io penso mi sarei ribaltata dalle risate!