Monia dai mille colori

Faccio fare la pisciatina del dopocena al mio cane, sento che l’aria è tiepida e piacevolissima. Decido di restare fuori per un po’, finché farà buio, o finché non sopporterò più le zanzare.

(Chi si ricorda Sandy dai mille colori?)

Mi siedo, e sorrido guardando il giardino coloratissimo, benedetto dalle mani sante di mia madre, che non ha solo il pollice, ma tutte e dieci le dita verdi. E’ ricoperto di fiori, di ogni tipo e colore. I fiori io li associo ad un certo tipo di ricordi. D’infanzia, tutti. Mia madre ha piantato dei bocca di leone di splendidi colori: rosso scuro, sembrano di velluto, come le poltrone del teatro, e bianchi e gialli, di un giallo quasi fosforescente. Ne stacco uno, lo prendo in mano e lo schiaccio per far aprire e chiudere la bocca al leone, proprio come facevo da bambina, quando facevo ruggire i fiori.

Annuso il profumo delle viole, ed è così dolce e intenso che funziona da madeleine olfattiva e mi riporta a quando andavo a scuola, raccoglievo le viole dal mio giardino, ne facevo dei mazzetti e li portavo alla maestra, o a quando andavo in giro in bicicletta in campagna con mia madre, e ci fermavamo a raccoglierne mazzi enorrrrrmi dai bordi dei fossi.

Al pari delle viole, gli altri fiori che crescono in giardino profusamente, senza limiti né controllo sono ovviamente le margherite. Incontrollabili e incontrollati manti di margherite sono il mio ricordo: un prato, un parco giochi, ma soprattutto il cortile della scuola dove giocavamo durante l’intervallo nel pomeriggio. I bambini tiravano pallonate, noi bambine facevamo le mamme, i giochi di ruolo, le conte e le filastrocche sceme. E poi intrecciavamo collane e braccialetti di margherite. Mio padre mi ha guardata incantato mentre ne fabbricavo una questa sera.

- Ma guarda che le bimbe ste cose le hanno sempre fatte, anche quand’eri piccolo tu! Voi bambini pensate solo al pallone, noi bambine intrecciamo margherite, facciamo m’ama-non-m’ama, speriamo che esca “m’ama”, e che lui smetta di giocare a pallone per venire lì da noi…

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6 Risposte a “Monia dai mille colori”

  1. Taglia Dice:

    Sandy dai mille colori, mille colori dei fiori… mia nonna minacciò di tagliarmi le mani perché le staccavo tutte le bocche di leone per farle poi combattere in complessi tornei con tanto di scommesse (truccate).

    Le viole in famiglia insistono a dire che non profumano ma puzzano, io per paura non oso avvicinarmi, però sono dei bei fiori. Da me non ce ne sono più: annunciano la primavera ma, volubili, spariscono subito.

    Margherite ed altri fiori spontanei che meraviglia: appena crescono oltre i tre cm dalle mie parti arriva il giardiniere a tagliare tutto, una miseria, ti si stringe il cuore.

    Una volta, da piccoli, una ragazzina mi regalò un braccialetto di margherite, io lo guardai tra lo stupito e lo schifato e tornai a giocare a pallone. I maschietti sono i maschietti, ma poi qualcuno cresce, qualcuno almeno…

  2. mononeuronico Dice:

    Ma alla fine, LUI ha lasciato il pallone per venire da te??
    Ci hai lasciati col fiato sospeso…

  3. 3gattieuna Dice:

    io le intreccio ancora..ho una meravigliosa creatura di sesso femminile a cui tramandare queste semplici arti donnesche…per quelle più complesse,beh,penso che farà da sè!!^^
    I maschi fano “i maschi” quando ci sono altri maschi,se non vi è un rivale all’orizzonte,posano la clava(o la spada laser) e si inteneriscono tra fanciulle,rose,poesia,violette e non-ti-scordar di me….

  4. Nemuriko Dice:

    aaaaaaaaah quanta verità…
    e pensare che io, finito di intrecciare, andavo a giocare a pallone … :D

  5. acrimonia Dice:

    @Taglia: In effetti anche nel mio giardino di viole ne sono rimaste pochepoche reduci, spariscono subito… Fra i fiori, quello delle viole è l’odore che decisamente preferisco.
    Ecco appunto. La magia è finita, ieri mio padre ha segato il prato: adios margherite!
    @Mononeuronico: Ma LUI chi? Mica ho mai trovato nessuno degno di un braccialetto di margherite io! ;)
    @Nemuriko: Idem :roll:

  6. maviserra Dice:

    Ahh ma come siamo belle noi donne, naturalmente ricordo il cartone ma soprattutto e dico soprattutto mi hai ricordato i BOCCA DI LEONE! Anche io naturalmente li schiacciavo per farli “ruggire” suscitando le ire di mia mamma che trovava una strage-di-bocca-di-leoni-stecchiti nel giardino!

    Eh, bei ricordi!

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