Giudy mi ha lasciato martedì pomeriggio. E’ stato fatto a pezzi da un chirurgo senza scrupoli dalla mano pesante: quando alla fine l’ho guardato, ricoperto di sangue, tutto rotto e impossibile da ricostruire, non ho potuto non provare sollievo. Era finita.
Col cavolo! Era appena cominciata! Da quando Giudy s’è levato dalle scatole, ho una ferita in bocca ricucita da un filo nero (ma color carne no eh?), parlo il meno possibile e con la bocca un po’ storta, pronuncio la esse in modo strano, maledico chi mi fa ridere, m’incazzo quando starnutisco, mangio solo cose liquide o molto morbide masticandole come un bambino sdentato, mi sciacquo la bocca con un collutorio che fa schifo, sento i sapori strani o non li sento proprio, sorrido sbilenca e quando lo faccio mi si forma sulla guancia una di quelle fossette carine da sorriso, che così accentuata non l’ho mai avuta.
Il giorno dopo la dipartita di Giudy, nel pomeriggio non sapevo che fare. Ero in casa, avevo appena mangiato del Philadelphia.
-”Mamma, c’è il sole fuori?”
-”Mica vorrai andare a metterti sotto il sole!! Vuoi un’emorragiaaaaa??” ![]()
Capisco fosse un’idea poco saggia, ma ora più che mai sono senza giudizio!
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16 Maggio, 2008 alle 21:10
Quantrilla, passerà.
P.S.: il filo te lo levano, non è che resta lì.
17 Maggio, 2008 alle 09:46
Eheh quantrilla non l’avevo mai sentito eh!
Ma lo so che me lo levano oooohh! Anche perché se non lo facesse il dentista martedì prossimo, lo farei io!