Non c’è titolo migliore. Semplice e conciso, tre parole per descrivere a fondo il mio essere. Sono una pirla, punto.
Dev’esser stato dopo aver visto questo post del Pautasio che ho pensato: “Ehmbe’, ma io mica sarò da meno di queste simpatiche signore!!”, e ho deciso di dare prova di quanto sono brava al volante.
Oggi pomeriggio, dopo il lavoro, sono andata a comprare un regalo di compleanno (che verrà festeggiato stasera). E già che c’ero, mi sono comprata anche una maglietta e un portafoglio. Vabe’. Tornando verso casa, ho deciso di fare una strada alternativa, incuriosita dal fatto che in 26 anni mai ci sono passata. Boia me quando mi vengono ste idee del cazzo. Ehm scusate, si può dire “cazzo” in un blog? Vabe’, cazzo, io lo dico… che cazzo!
Vogliamo dare dunque la colpa al fatto che non conoscevo la strada e che non sapevo ci fosse quella curva lì (diciamoci la verità, pure non ben segnalata, ma cosa pretendi, era una di quelle strade imbucate di cui è piena questa zona)?
O vogliamo darla alla pioggerellina che cadeva e bagnava un pochino la strada?
O ancora, al fatto che ho il piede sempre troppo pesante?
Oppure al mio congenito e costante pensare ad altro quando sono al volante?
Insomma, mischiamo tutto insieme in uno shaker con tanto di acrobazie da barman truzzo e voilà, il cocktail è servito, ed eccomi con mezza macchina nel fosso e le ruote di sinistra sollevate dalla strada. Un filino più forte e mi sarei capottata. Brava Monia. Un applauso, grazie.
Siete preoccupati? No, suvvia, non lo siate. Sono pur sempre qui a parlarne con tono divertito. Perché io sono così: combino disastri ma alla fine ormai è da tanto che lo faccio che c’ho preso la mano, e mi contengo. Quindi, vado a finire nel fosso a due passi (non scherzo, saran stati 10 metri) da un’officina meccanica gestita da un simpatico vecchietto che mi ha chiesto solo 10 euro per tirarmi su la mia opera d’arte. In più, la macchina non s’è fatta nulla. Capito? Nulla! Neanche un graffietto nella carrozzeria. Io men che meno, quindi sospirate di sollievo. Uniche conseguenze riportate:
- sotto alla mia macchina penzola dell’erba, del fieno, roba così;
- mi sono ripromessa di essere più prudente, cosa che farò per i prossimi tre giorni, poi ricomincerò con la spericolatezza di sempre. Sgridatemi, lo so, avete ragione, ma non lo faccio apposta;
- la mia autoradio, già provata dagli anni e dai miei maltrattamenti, da quel momento si comporta in modo strano. Si spegne e si riaccende a piacimento, e quel poco che sta accesa, sta puntata ad un volume bassissimo su RadioMaria. Non sto scherzando, lo giuro sul mio paraurti! Che sia un monito del tipo “Pentiti, Monia, pentiti!!”?
Mi dispiace di non aver fatto la foto alla mia macchina a gambe all’aria, ma sapete com’è, ero un po’ più preoccupata di tirarla fuori dal fosso che del realismo fotografico!
Ok, ora ridete. Vi autorizzo!
Tag: Donna al volante, Fosso, Fuori strada, Macchina
16 Maggio, 2008 alle 17:20
L’importante è che non ti sia fatta male.
16 Maggio, 2008 alle 17:23
A parte nell’orgoglio, non ho riportato ferite!
Grazie maritì, muà!
16 Maggio, 2008 alle 17:56
stavi ascoltando “la pina” su radiodiggei quando è successo? perchè porta una sfiga quella tizia…
16 Maggio, 2008 alle 17:59
ah, comunque l’importante è che tu sia sana (o per lo meno uguale a prima)
16 Maggio, 2008 alle 18:20
Chissene, io non ascolto radiodiggei, non me piasce! Ci sarebbe da far causa al cantante che usciva dalla radio in quel momento, se solo me lo ricordassi!
Ecco, la parentesi “uguale a prima” in alternativa al “sana” direi che ci sta bene… Grazie musO!
16 Maggio, 2008 alle 18:40
Mi devo mettere il pannolone ogni volta che vengo a farti visita!
Beh ma non lo sai che avere erba e fieno sotto l’auto è la nuova moda di quest’anno? Sei troppo trendy Monia!
16 Maggio, 2008 alle 19:09
Seeee!!
16 Maggio, 2008 alle 22:24
leggo solo ora!! Sono molto indecisa se ridere della tua peripezia oppure diventare seria (a volte ci riesco) e ammonirti sul pericolo scampato!
Ahi ahi, l’hanno detto tutti: l’importante è che sei viva e vegeta, va’. Ma mi fai morir dal ridere, questo è da dire.
17 Maggio, 2008 alle 09:45
Mavi, lo scopo è quello. Ridiamo, va’!
17 Maggio, 2008 alle 12:08
Brutta avventura, l’unica è riderci sopra, ma sii prudente, vai piano, non farci stare in ansia! Chi ti credi di essere Fisichella? (solo perché non so come si scriva Sciumacher, quello lì).
17 Maggio, 2008 alle 20:10
anch’io di solito quando provo a fare qualcosa di nuovo combino casini…. ecco perchè ho imparato a soffpcare tal genere di strani pensieri!!
18 Maggio, 2008 alle 15:43
Mai cambiare strada, Monia.
Io non lo faccio mai, la prima strada che memorizzo e’ l’unica che faro’ per l’eternita’. E’ meglio cosi’. Esperienza personale.
Piu’ che pirla sei pazza comunque (il che e’ un bene). Non e’ da tutti sdrammatizzare cosi’ dopo aver fatto un mezzo incidente. Ti stimo.
18 Maggio, 2008 alle 20:44
@Taglia: Sochmacher, si scrive!

@Fede: Devo imparare anch’io…
@Ani: Comincio a capire la convenienza del “non lasciare mai la strada vecchia per la nuova”, solo che mi sa che son fatta così. Incosciente e curiosa.
Grazie della stima, lo sdrammatizzare è un istinto naturale: ridacchiare di quanto sono scema mi ha aiutato a farmi passare la tremarella, venerdì. Perché la tremarella m’è venuta eh, mica credere!
15 Giugno, 2008 alle 21:48
[...] dei 40 km di strada accidentata e malmessa per andare al lavoro (e anche al pensiero della mia ultima avventura su strada bagnata), poi esco armandomi di coraggio e speranza, sentendomi all’improvviso, [...]