Il 14 aprile Jeko mi passava un meme. Il 23 aprile Mononeuronico mi passava lo stesso meme. Almeno 10 giorni dopo (o forse più, non ricordo), la sottoscritta se ne accorgeva. Più di un mese dopo lo svolge. Complimenti per il tempismo! Se i memi t’augurassero tutte le sfighe delle catene di Sant’Antonio, con tutto il tempo che ho lasciato passare dovrebbero essermi caduti tutti i denti e pure i capelli, avrei dovuto capottarmici del tutto in quel fosso con la macchina, e chissà cos’altro (evitiamo di dare a qualcuno un’idea per mettermi nei guai, che mica mi ci vuol tanto).
Le regole del gioco non me le ricordo, quindi vado come mi viene. Mi si chiede un elenco di sei cose che mi piacciono. Che poi vorrei chiedere a chi l’ha inventato sto meme, ma perché proprio sei? Cinque sarebbe un numero così tondo e perfetto… Vabe’, taci e rispondi, Gina!
1. Mi piace annusare. Tragggedia il raffreddore per chi è una specie di Jean-Baptiste Grenouille che ha l’esigenza fisica e naturale di annusare tutto ciò che trova. Come i bambini tendono a portarsi alla bocca ciò che non conoscono, io lo porto al naso. Registro gli odori e li ricordo e rievoco a distanza. La cosa che mi piace di più in assoluto è annusare le persone. Non m’importa se a volte ho cattive sorprese da “l’acqua è il mio nemico numero uno”: sono un animale che riconosce le persone da quello, e quindi voglio registrare l’odore di tutti. Quando mi passa qualcuno di fianco, se si fa attenzione mi si vedrà un secondo assorta e ferma: sto registrando la sua scia. Ho un naso sensibile, tendo a percepire gli odori prima degli altri, e riesco sempre a dare loro un nome, un’identificazione (il migliore amico del mio ex mi ha preso in giro per un’intera vacanza per “l’odore di cotone, di pulito, di bambino e di tronco d’albero”). Meraviglioso annusare il cibo, i profumi, le creme profumate, i fiori, i vestiti appena lavati, persino il vapore che sale quando li stiri, che sa di pulito ma anche dell’odore della persona che porta quella maglia. Mi piace annusare il mio cuscino, le mie sciarpe. Mi annuso spesso le mani e, come ho già detto precedentemente, se non hanno un odore che gradisco le lavo, annuso i fogli di carta appena stampati in ufficio, i libri che leggo, i giornali, inspiro forte l’odore della pioggia sull’asfalto bollente d’estate, o l’aria pulita e fredda d’inverno, o quella umida e puzzolente di stagno della nebbia, mi annuso spesso i capelli e so dire con precisione che odore c’è nella mia auto, così come quello che c’era nella cucina della casa dove abitavo da piccola, mi piace l’odore dell’erba e della terra che mi ricordano la campagna dove sono cresciuta, ricordo ancora molto bene il profumo di un’acqua di colonia che mia madre mi dava da bambina e che non ho più ritrovato, e l’odore che aveva il mio nonno. In compenso sento subito quando l’aria in una stanza si fa viziata e arieggio. Così anche nell’abitacolo dell’auto: all’aria condizionata preferisco sempre il finestrino aperto proprio per questo.
2. Mi piace mangiare. Per quanto sono schizzinosa per vere e proprie intere categorie di cibi, la sperimentazione di gusti nuovi non mi ha mai spaventato. Se volete conquistarmi/rovinarvi, invitatemi a cena! Mangio con gusto e oltre alla sazietà, mangio per vera gola, più spesso perché ne ho voglia piuttosto che bisogno. Mi piacciono però i sapori semplici, sobri e autentici, per questo non mi sono mai piaciuti i dolci, le torte, le caramelle e tutte le altre schifezze che fanno impazzire i bambini, non mi piace niente che sia troppo elaborato. Basti pensare che le cinque cose a cui non potrei mai rinunciare sono: la pizza, il cioccolato fondente, il riso coi fagioli, la focaccia di mia madre (il mitico pinzone) e il purè (e mica quello delle buste! Patate del contadino lessate, schiacciate e sciolte con burro, latte e formaggio). Mangio con entusiasmo e gioia, senza preoccuparmi della linea (anche perché… quale?), senza pensieri da “questo fa male”, senza esagerare da indigestione, ma senza risparmiarmi.
3. Mi piace toccare tutto. Mi capita spesso di sentire la voglia irresistibile quanto bizzarra di sentire che consistenza hanno i capelli di qualche sconosciuto/a, o il suo maglione, la sua giacca, se ha il palmo della mano morbida, se ha le guance lisce e soffici. Quando vago in giro per negozi, a guardarmi sembra che mi piaccia tutto, perché tocco ogni capo: non perché lo voglio guardare, mi piace e lo voglio comprare, ma solo perché mi piace sentire se è morbido, soffice, ruvido, liscio, scivoloso, pizzicoso, grosso, sottile, vellutato. Non parliamo poi del cibo. Non posso mangiare qualcosa che abbia un buon sapore ma una consistenza che non mi piace. Il grasso del prosciutto è viscido e mi provoca conati, così come le pellicine del limone nel thé (da piccola mia madre me lo doveva colare, ora non ce lo metto proprio e faccio prima), le fragole sono buone, ma hanno quei semini che m’infastidiscono, non sopporto di trovare nella pizza le pellicine dei pomodori, masticare un nervo di una bistecca o di un qualunque pezzo di carne mi fa venire i lacrimoni finché non lo sputo (non scherzo), delle patate al forno mangio quelle più piccole e bruciate, perché quelle grandi rimangono più crude e dure dentro. Anche questa cosa la dicevo altrove: mi piace poi toccare le persone, sentire la loro pelle, le ossa sporgenti (mi piacciono le scapole di mio padre), le loro parti più morbide (ricordiamo che in un uomo ho il debole per la pancetta e le manigliette), passare il palmo della mano sui capelli molto corti dalla nuca alla fronte o affondare le dita fra capelli più lunghi. Mi piace mettere le mani in acqua.
4. Mi piace guardare. Ho gli occhi curiosi e una buona memoria fotografica. Ricordo facce dopo averle viste una sola volta. Mi piacciono i colori, mi attirano quelli brillanti, mi entusiasmo come una bambina di fronte a un arcobaleno, un tramonto, un’alba, un cartone animato ben disegnato, un giardino fiorito. Porto una macchina fotografica sempre con me per registrare immagini che non voglio dimenticare. Mi piace guardare una bella donna vestita con stile e gusto, mi piace guardare i sorrisi delle persone, i loro capelli, le unghie e le scarpe, noto i particolari, i colori degli occhi, le forme dei nasi e delle orecchie, dei sederi, delle spalle, della pancia e dei fianchi. Mi piace guardare il cielo di giorno e di notte, mi piace notare le espressioni delle persone per capire cosa pensano. Mi innamoro di un bel dito con un bell’anello, di una bella fossetta su una guancia.
5. Mi piace ascoltare. Ho sempre la musica nelle orecchie, mi piace averla come sottofondo, mi piace conoscere, sentire, indovinare. Sono attratta da certe voci maschili. Mi piace essere svegliata da qualcuno che chiama il mio nome, in un certo senso mi piacerebbe che ancora qualcuno mi raccontasse qualcosa prima di addormentarmi, per scivolare nel sonno cullata dalla voce di qualcuno a cui voglio bene, mi piace concentrarmi sui rumori e capire da dove vengono, da che direzione e da cosa sono prodotti. Mi piace ascoltare i rumori del corpo: mi fa ridere uno stomaco che gorgoglia di fame, un osso che scrocchia con un piegamento, mi piace sentire il fruscio di una stoffa contro la pelle, il vento che canta in mezzo alle foglie e all’erba alta, il rumore del mare e dell’acqua in generale, il rumore della pioggia grossa che batte sui tetti, sugli alberi, mi piace ascoltare il tono della voce delle persone che tradisce il loro stato d’animo. Mi piace ascoltare il rumore dei passi delle persone e riconoscerle.
6. Mi piace ricordare odori, sapori, consistenze, immagini, suoni. Mi piace che una qualsiasi di queste cose mi faccia da madeleine e mi riporti in un qualche posto o tempo in cui sono già stata. Mi piace che l’odore del pane con l’olio sopra mi ricordi mia nonna e le mie merende da bambina o che sentendo un odore io riconosca a chi appartiene, mi piace che il sapore del tonno mi ricordi mio nonno che apriva le scatolette spargendosi l’olio dappertutto, mi piace che una guancia morbida mi ricordi quella di mia madre, quando da piccola tutte le sere gliela baciavo prima di andare a dormire, mi piace che un viso me ne ricordi un altro, o che quel viso mi tormenti un giorno intero finché non ricordo dove l’avevo già visto, mi piace ricordare la voce che avevo da piccola, risentirmi in testa qualche frase storica entrata nel mito detta da qualcuno, e con tutto questo rievocare luoghi e momenti diversi, situazioni vissute, ricordi nascosti in uno dei cassetti dell’enorme archivio che ho in testa, che ad aprirli basta un odore, o il comando di una voce.
Il passaggio è come sempre libero. Mi piacerebbe leggere il vostro elenco, ma non passo il memole!
Tag: Cibo, Cinque sensi, Gusto, MEME, Mi piace, Odori, Olfatto, Ricordi, Rumori, Sapori, Suoni, Tatto, Udito, Vista





26 Maggio, 2008 alle 18:13
Guarda che il dente del giudizio mica hai dovuto toglierlo per qualche bizzarro scherzo (doloroso) del destino… tutta colpa del meme dimenticato… io starei attento la prossima volta
Comunque molto bello il tuo post, sei una persona davvero interessante
26 Maggio, 2008 alle 19:08
Io l’ho fatto eh, vai a spulciare a qualche tempo fa.
Comunque sei proprio i 5 cinque sensi in persona + il ricordo.
Ah ecco, il Conte non te lo presento, perchè ha due belle fossettine da baciare e al momento non si può sdoppiare a differenza nostra.
Il mio stomaco parla: ad ogni ora del giorno e della notte ha sempre qualcosa da dire.
Ho risposto al tuo premio, modestamente sono la winnerA!!
26 Maggio, 2008 alle 21:08
Sul mi piace annusare: (hobby che anch’io pratico anche se non con sistematicità e perizia come te, mi hanno sempre preso in giro) mentre scorrevo le righe del post ho letto scarpe al posto di sciarpe, strano forte, mi sono detto, poi ho riletto e tutto mi è risultato chiaro. Vuoi sapere qualcosa di qualcuno, vuoi associare un profumo ad una faccia? Annusagli la sciarpa. Il mio preferito il vicks d’inverno, me ne piazzo un po’ sotto il naso anche se non sono raffreddato, quello che odio di più: l’asfalto d’estate dopo che ha piovuto. Quello che in me evoca una sensazione di benessere tanto che il mio cervello libera endorfine è quell’odore di resina, credo, vagamente dolciastro ma non stomachevole, che penso provenga dal fumo dei caminetti accesi in inverno. Per me quello è il profumo del natale.
Mi piace mangiare: le patate arroste più piccole e ben rosolate con tanto di crosta sono una goduria.
Sul mi piace toccare: io non mi faccio mai toccare(né mi piace toccare) se non da persone con cui ho grande confidenza, tendo a sottrarmi, non lo faccio neppure consciamente, è più un riflesso condizionato.
Mi piace guardare? Le foto delle torte; le nuvole, quelle belle massicce e nere che marciano compatte nel cielo con il vento che ti sbatte in faccia; mi piace guardare la pioggia dalla finestra della camera, specie di notte quando per un attimo le gocce entrano nel cono di luce del lampione, circondato dal nero dell’oscurità e dal nero del giardino. Mi piace guardare le gocce di pioggia quando impattano nelle pozzanghere o in uno specchio d’acqua, e mi piace guardare il mare in fondo, all’orizzonte, in inverno.
Ascoltare: mare e pioggia, mai il tono di voce degli altri, ascolto ma non elaboro i loro sentimenti, altrimenti ho come l’impressione di aver violato la loro intimità, specie se capisco che ciò che dicono non corrisponde al reale stato d’animo, a quello che mi vogliono far credere, e la voce questo lo manifesta. Allora se tu sai e lui/lei sa che tu sai, diventa tutto molto triste.
Monia, leggendo il post vien fuori di te il ritratto di una persona molto attenta ai particolari, con memoria fotografica ed uditiva, che immagazzina i ricordi, che ha grande memoria, ecc. Sarai mica una droide alla Blade Runner, vero?
26 Maggio, 2008 alle 22:02
Uh, mamma mia quanto la sai lunga, sei sei sei, diciotto. Checcevò?!
26 Maggio, 2008 alle 22:27
@Scartoffie… nonono, nono sei sei sei = 18… ma sei sei sei the number of the Beast… pare che Bruce Dickinson voglia lasciare i microfoni degli Iron Maiden per lasciar spazio a Monia
27 Maggio, 2008 alle 09:35
@Jeko: Ah ecco vedi, tutto si collega! Aha! Grazie per il complimento comunque


@Taglia: Uh che buono il vicks vaporub!! Saranno 15-20 anni che non ne sento l’odore! E dire che da bambina era sistematica la shpalmata sul petto (mi ricordo ancora la pubblicità!), penso che se lo sentissi adesso avrei un flashback nostalgico da lacrimoni!
Anch’io in realtà, l’avevo scritto in precedenza, non sono una che toccatoccatocca né mi piace chi lo fa: gli smanaccioni mi fanno rabbia, e mi fanno chiudere ancora di più nel mio guscetto. Ma appunto quando ho grande confidenza con qualcuno (ma grande eh), mi piace sentire bene com’è fatto.
M’è venuta in mente un’altra cosa sull’ascoltare: mi piace produrre rumori che non conosco. Per esempio, ieri mentre ero al telefono in auto, strisciare la custodia degli occhiali da sole contro il volante: faceva un bel suono!
Grazie per il tuo elenco Taglia. Sono umanizzzima cio!
@scartoffie: Asino cotto!
@Jeko: E allora sì che se ne sentiranno delle belle!!
27 Maggio, 2008 alle 10:51
Uh Sara scusami, t’ho persa!


Nnnnaaa c’hai il Conte con le fossette, non è justo però! Pure io voglio il pirlo fossettato!
Na volta dobbiam provare a far conoscere le nostre panze, chissà che discorsi che si fanno fra di loro!
W la Sara vincitorA!
27 Maggio, 2008 alle 13:13
27 Maggio, 2008 alle 15:15