No, non vi sto chiedendo, come faceva una canzone, se volete unire i nostri corpi nell’estasi suprema che è propria dell’idillio dell’ammmmmore. La particella riflessiva cambia il significato, che diventa: volete coricarvi con me? La risposta, per ogni sano di mente, sarebbe NO. Perché tanto sono pigra di giorno quanto sono attiva la notte.
La prima a dirlo fu la maestra della scuola materna, quando dopo pranzo, nel buio salone con tutti i lettini affiancati, dopo che la maestra ci aveva raccontato la favoletta e tutti dormivano, la melodia di fondo dei piccoli, sottili, quieti respiri dei bambini che sognavano coniglietti era rotta dal cigolio non altrettanto regolare di un letto su cui qualcuno si agitava. Quel qualcuno era una pirlotta che non dormiva, ci saltava sopra, si girava e rigirava sbuffando senza riuscire a prender sonno. Dopo un po’, quando fu chiara la situazione, gli altri dormivano, io giocavo nel salone e leggevo “Il brutto anatroccolo”.
La seconda fu mia nonna, con cui mi piaceva andare a letto nel pomeriggio, per il suo sonnellino pomeridiano. Io non stavo mai ferma, nel lettone, lei dormiva a pisolini interrotti dai miei salti e dal mio continuo muovermi, poi esasperata si alzava e mi diceva: “Cì coma l’acqua de’ mer!“.
La terza fu mia madre. E’ capitato, in passato, che mio padre abbia dormito fuori per lavoro, e per farci compagnia a vicenda mi offrivo di dormire nel lettone con lei. Dopo mezz’ora mi cacciava via, tutte le volte: lei russava, io mi muovevo, e nessuna delle due dormiva.
Il quarto fu il mio ex. Amore sì dormiamo insieme ma nei letti separati, grazie, che se no fra pacche, schiaffi e tutto l’agitarti che fai non chiudo occhio.
La quinta fui io. Perché son così tremenda da svegliare pure me stessa. Quante volte m’è capitato di svegliarmi al suono della mia voce che urlava “No!”, oppure “Cosa vuoiiiii?” o altro, oppure sentendomi russare (ahimè, da un po’ pure quello, sì). Ma la migliore fu quella volta che mi svegliai per essermi sputata su una mano. Ricordo distintamente: stavo sognando di sputare addosso a qualcuno che disprezzavo enormemente.
Avete presente quei test “Dimmi come dormi e ti dirò chi sei”, secondo i quali la posizione in cui dormi rivela aspetti del tuo carattere? Ecco allora io mi sa che c’ho il carattere multiforme, perché a parte quella verticale io le posizioni le adotto tutte. Il mio cuscino quasi ogni mattina pende pericolosamente verso l’abat-jour, le lenzuola sono sempre scalzate ai lati e in fondo ai piedi, quando mi va bene e non sono completamente arrotolata tipo mummia nel lenzuolo. Mi sveglio spesso con un solo calzino al piede, e a volte l’altro ce l’ho in mano. Mi è capitato di svegliarmi con la testa completamente giù dal letto, a penzoloni.
Stamattina, però, ne ho fatta una nuova. Il telefono ha suonato la sua sveglia irritante (credo non troverò mai al mondo una sveglia con un suono che non mi faccia incazzare), io l’ho preso con la mano sinistra per spegnerlo e ho sentito dolore al palmo. Un dolore piuttosto intenso, di quei dolori che sono già passati oltre e diventati indolenzimento. C’avrò dormito sopra? No, quante volte m’è successo, e non ho mai sentito un dolore così. Punto sulla mano la luce bianca del display del telefono e illumino tre segni ben distinti sulla mano: indice, medio e anulare, le unghie conficcate con forza fin quasi a far sanguinare il palmo. Se consideriamo che porto sempre le unghie cortissime (per me sono “schifosamente lunghe” quando superano la soglia dei due millimetri oltre la pelle del dito), devo aver spinto parecchio per lasciarmi dei segni così. Chissà che diamine stavo sognando…
Buonanotte!
(”Sleep Don’t Weep” di Damien Rice, su scene di Lost che non c’entrano niente)
Tag: Agitazione, Damien Rice, Dormire, Lost, Mano, Sleep don't weep, Sogni, Sonno, Sonno agitato, Unghie, Video
20 Giugno, 2008 alle 10:14 pm
Mitica, anch’io mi sveglio di notte mentre urlo..però a differenza tua sono cose prive di senso, sillabe a caso.
20 Giugno, 2008 alle 10:27 pm
Ah sì scusa, dimenticavo lo sproloquio insensato in lingua yiddish…
20 Giugno, 2008 alle 10:47 pm
l’altra notte mi sono svegliata da sola perchè mugulavo… talvolta mi sveglio mentre sto facendo un incubo convinta di essere in procinto di morire… quando ero piccolina durante la notte scalciavo, mia sorella se dormiva nel lettone con me si beccava tanti di quei calci da avere i lividi. Credo mi capiti ancora, perchè quando sogno di correre mi sveglio sempre con le gambe stanchissime…
21 Giugno, 2008 alle 11:01 am
Oddio, quella dello sputazzo sulla mano mi ha fatto morir dal ridere, che se sogni di prendere a sberle qualcuno il giorno dopo ti svegli con gli occhi neri
C’era una battuta nel film “invito a cena con delitto” il maggiordomo mostrando la camera a David Nieven e consorte spiega, più o meno “questa fu la stanza della padrona di casa, è morta nel sonno, strangolata, si è uccidsa da sola, non poteva sopportarsi”.
L’agonia di dormire con il partner? Magari sarà che all’inizio sono ansioso ma anch’io certe notti ho un sonno un po’ agitato, però non russo. Ma la cosa davvero imbarazzante [il commento prosegue in modalità squallor]sono certe “arie” che uno si dà, cioè, voglio dire, quelle arie che vengono se uno mangia troppi legumi ad esempio, non so se mi sono spiegato, e se sei con lei mica puoi fare la figura del peracottaro, perciò lei dorme e tu a fissare il soffitto per non fare figure. Poi quando scatta la maggiore intimità il letto può tranquillamente trasformarsi in Bagdad sotto il primo desert storm: bombardamenti continui.
21 Giugno, 2008 alle 12:25 pm
Quando mi addormento non mi svegliano neanche le cannonate e (a detta del resto della famiglia) russo sonoramente.
Ah, dormo storto arrivando a occupare tutto il letto in diagonale, con buona pace di mia moglie…
21 Giugno, 2008 alle 2:19 pm
Anche io se ho un letto grande a disposizione tendo ad espandermi e a occuparlo tutto e poichè poi finirei col non dormire per non disturbare l’altro, anche io effettivamente preferisco i letti separati
21 Giugno, 2008 alle 5:38 pm
@Fede: Me lo sentivo che una che sogna puntualmente catastrofi non poteva dormire tranquilla e fermina!
Sarei capace di farmi del male da sola pure io nel sonno, a sto punto… Meno male che un po’ mi voglio bbbène.

@Taglia: Mitico “Invito a cena con delitto”, quanto m’è piaciuto!!
Ehmmm Taglia hai sviscerato un problema che non avevo considerato (diciamo più che altro che non osavo, quindi grazie per averci pensato tu!), che noi ragazze saremo tutte carine ordinate precise, ma a tutti scappano, e più c’è intimità, meno ci si vergogna, anzi si procede a veri e propri concerti, giusto per verificare il sincronismo. “Amore siamo fatti l’uno per l’altra, l’abbiamo sganciata insieme!!” ^_^
@Warp9: Meno male che i coniugi web 2.0 non dormono insieme, sennò letti separati tutta la vita!!!
@Euclide: Checcidevofare, io invece adoro dormire con qualcuno, e non m’importa se russa come mio padre, se parla, scalcia, urla. Probabile che dica così perché più di un po’ di russate non m’è mai capitato, ma cavolo, mi dispiacerebbe molto rinunciare alla favoletta della buonanotte, al buongiorno, al trovare qualcuno allungando la mano, ad annusare l’odore di sonno, al poter abbracciare e stringere un fianco cicciotto… E basta così, se no stanotte vado a letto con un bambolo gonfiabbbbile, in cerca di affetto.
21 Giugno, 2008 alle 9:39 pm
@acrì: naaaahhhh, basterebbe un letto a 4-6 piazze…
21 Giugno, 2008 alle 9:54 pm
Se, e poi d’inverno come lo scaldi? Hai voglia a metterci dei preti!
)
(Ditemi che in casa vostra si usano i preti per scaldare i letti e mi trasferisco su-bi-to!!!
22 Giugno, 2008 alle 11:14 am
No, però usiamo i piumoni.
Leggeri leggeri, ma caldi caldi…
22 Giugno, 2008 alle 12:29 pm
Perdona l’ignoranza ma cosa sono i preti? A parte quelli che dicono messa e tra di loro più di qualcuno ne scalda di letti, ma non credo tu ti riferissi a loro, vero?
22 Giugno, 2008 alle 7:22 pm
@Warp: Eh vabbe’, ma il piumone lo uso pure io!
Un prete? E loro, vedendomi così sorpresa, mi presero un po’ in giro dicendomi di andare a controllare che, non si sa mai, non ci si fosse messa pure una suora sotto le coperte con lui! Piena di meraviglia, stupore e curiosità, andai a vedere il letto, convintissima di trovarci un prete in carne, ossa e tunica. E invece: http://www.wwmm.org/immagini/1929.jpg

@Taglia: Macccccomeeeeeeee!!! Non conosci i preti!! Me lo sarei aspettato da qualcuno di più giovine di me, ma da te no eh!!
In pratica era un… coso… di legno su cui si mettevano le braci per scaldare il letto: lo si infilava sotto le lenzuola un po’ prima di andare a letto.
Storiella del mio primo “incontro” con un prete: ero a casa di amici di famiglia, che hanno una figlia poco più grande di me. Avrò avuto 7-8 anni. Era quasi ora di nanna e ad un certo punto saltò fuori che la bambina aveva appunto un prete nel letto per scaldarglielo. Io:
23 Giugno, 2008 alle 8:45 am
Cioè, ma… dico… che vuol dire quel “da qualcuno più giovane… ma da te no eh!!” e che sono, il nonno di Matusalemme? Questi giovani non hanno più rispetto, ma ai miei tempi…
Divertente la storia del “prete”, ma perché quando siamo piccoli ci prendono in giro con cose come questa?
23 Giugno, 2008 alle 9:36 am
Cio ma leggi beneeee!! Ho scritto “qualcuno più giovane DI ME”, che è diverso da “qualcuno di più giovane PUNTO”! Eppoi io ho poco da fare la “spanizza”, son più vicina ai 30 che ai 20!
Sempre con gli stessi amici, una sera davanti alla tv. C’è stato quel boom negli anni ‘80 di informazione sull’AIDS e relativa prevenzione, tutte le pubblicità dei preservativi, ricordi? Ecco, una sera in non ricordo quale trasmissione TV, non ricordo chi espose un filo (tipo di quelli da stendere il bucato) con attaccata tutta una fila di preservativi srotolati. E io, beata ingenuità, chiesi: “Cosa sono quelli, gambaletti?”, e tutti giù a ridere e a dire: “Sì Monia, gambaletti. Però non si mettono ai piedi!”. Io non capii e feci finta di niente. Capii qualche anno dopo 
Non so, quella storia lì del prete la ricordo divertente, come quell’altra volta… Madonna che vergogna
23 Giugno, 2008 alle 12:47 pm
Ah, beh, allora chiedo perdono… ma se sono più giovani di TE, non sono automaticamente ancor più giovani di ME? E se sono più giovani in generale sono sempre più giovani
E poi cos’è ’sta storia di preservativi-ricordi? Cioè perché quel: ricordi? È sintomatico sai, lapsus freudiano, hai creato un inconscio parallelismo, o meglio un’inconscia associazione (albero-mela, genitore-mamma, fumo-barbecue, profilattici-Taglia) tra essi e me, come a dire che Taglia è sinonimo di condom, che ho la faccia da condom o che ho la teta di… oppure che funziono per le ragazze da contraccettivo: una serata con te e passa la voglia di fare l’amore. Tra l’altro io, quando li uso, li metto sempre ai piedi, è più comodo e non vedo dove sia il problema, tse.
[Monia, magari a me pare sottinteso, ma per evitare fraintendimenti (che mi sembra non sia periodo per fare ironia in giro sui blog
) sto giocando con le parole, sto scherzando, eh, cioè, scrivi tutto quello che ti pare ci mancherebbe altro, mica mi offendo o che… è solo che scherzo perché mi va di farlo, “costruisco storie”, se poi supero la misura, se scrivo qualcosa che non ti va, non devi fare altro che dirmelo]
Certo che te ne sono capitate quand’eri bambina
23 Giugno, 2008 alle 7:00 pm
Taglia, solo una risposta alla tua parentesi quadra: continua così!
24 Giugno, 2008 alle 9:35 am
..bravo damien rice..bel post!
24 Giugno, 2008 alle 6:36 pm
‘Zie!