Ma si può che, al momento della registrazione di un ospite nel campeggio, chiedo un documento d’identità e questo mi dà la tessera di abbonamento dell’autobus? Ma che, mi pigli per il culo?
“Eh, la carta d’identità non ce l’ho…”
Oh. Mi fa quasi tenerezza. Perché penso che non ha avuto una madre come la mia, che nella vita mi ha insegnato due cose fondamentali per il corretto funzionamento della vita in società:
- portati sempre dietro la carta d’identità e il numero di casa, così se ti capita qualcosa ci avvisano subito
- non uscire mai con le mutande rotte, che se ti succede qualcosa hai presente che brutta scena in ospedale quando ti spogliano e vedono un buco nello slip?
Tag: Carta d'identità, Mamma, Mutande
3 Luglio, 2008 alle 23:01
oh, sono le stesse cose che mi ha sempre detto anche la mia!
4 Luglio, 2008 alle 10:47
oh, però adesso voglio sapere in che campeggio lavori, così mi presento con il badge della biblioteca
4 Luglio, 2008 alle 15:39
@Chissene: La mamma è sempre la mamma! E ha sempre le stesse raccomandazioni da fare! Un’ altra cosa che ho notato, in comune con altri amici: quando sono fuori casa, in vacanza, oppure quando lo sono loro, o quando lo siamo tutti separatamente, nei suoi sms (rigorosamente senza punteggiatura) la prima cosa che mi chiede è com’è il tempo, e m’informa di com’è dove stanno loro.
@Ciccio: Prrrrrr!!! Manchi solo tu guarda!!
4 Luglio, 2008 alle 18:06
Ma che cosa ha il mondo? Ma che cosa hanno questi dentro la pancia? E una che non ti vuole dare il numero di cellulare, l’altro che insiste per avere un micragnoso sconto, questo che manca poco si presenti con la tessera del videonoleggio… in fondo i matti sono loro o siamo noi?
4 Luglio, 2008 alle 19:14
Anch’io me lo domando spesso, chissà chi lo è davvero? Tutti lo sono e nessuno lo è, tutti pensano che gli altri lo siano e nessuno pensa di esserlo. Chi ha ragione? E’ come dire che ha ragione mia madre che crede in Dio e non Sayid che crede in Allah. E’ come dire che gn si legge come in gnomo: in italiano sì, ma in inglese no! Chi ha ragione?
5 Luglio, 2008 alle 11:22
Ok, dopo quest’ultimo commento non ho più dubbi, la pazza sei tu!
5 Luglio, 2008 alle 12:23
Quella delle mutande me la diceva sempre anche mia madre
6 Luglio, 2008 alle 10:28
mia mamma mi ha sempre detto: “ce l’hai il fazzoletto?” …risolto il problema di soffiarsi il naso, poi si può affrontare quello di essersi perse o di essere finiti in ospedale…
6 Luglio, 2008 alle 20:42
@Taglia: Oh meno male, almeno ora l’abbiamo stabilito!
Ecco quella del fazzoletto mi è nuova!
@TheWeird:
7 Luglio, 2008 alle 11:47
@Acrimonia: quand’ero piccolo anche mia madre mi chiedeva prima di uscire “hai il fazzoletto?” (seguita da “soldi ne hai?”). Con me non lo fa più, ma lo fa ancora con mio padre perché immancabilmente, ogni volta che escono, mio padre fa a mia madre “mi sono dimenticato il fazzoletto, ne hai uno di carta?”
7 Luglio, 2008 alle 12:06
Acrimonia, giuro che appena scopro dove lavori mi presento fingendo di voler alloggiare e mi invento dei numeri assurdi.
7 Luglio, 2008 alle 14:09
Ok, il fazzoletto è il nuovo tormentone!
Giova’, ormai ne ho viste tante che sarei ben curiosa di vedere che t’inventi!
9 Luglio, 2008 alle 12:51
Alzo la mano per quella della mutandA in cattivo stato.
Soldi non mi ha mai chiesto, eprchè sono sempre stata praticamente indipendente.
Ora a me se n’è aggiunta una nuova.
ma se non ho ancora messo un piede fuori!!
Quando esco di casa dei miei e sono ancora sulla porta, la frase che mi accompagna è: “Quando torni a trovarci?”
10 Luglio, 2008 alle 09:09
Ehhh sono ansiosi di vederti!
La mia nuova da quando ho la patente è “Stai attenta”: pensavo fosse una cosa dei primi tempi, ma dopo 8 anni ancora vanno avanti. Certo, come biasimarli, la loro figlia è pur sempre quella che il giorno dell’esame di pratica a momenti si schianta contro il muro, e la patente gliel’han data lo stesso!
Comunque quello dello “Stai attenta” è diventato un tormentone: adesso quando sto uscendo, se malauguratamente si dimenticano di dirmelo, sto lì, mi appoggio allo stipite della porta e dico: “Mbeh? Non vi sembra che manchi qualcosa?”