A scuola, ero brava. Tranne in due materie: geografia (5 fisso) e matematica (5, a volte 6). In realtà in matematica avevo brillanti risultati alle medie e nei primi anni di superiori. Ma visto che la mia scuola era un tecnico linguistico-commerciale, si studiavano tante lingue, tanta economia aziendale e tanta matematica finanziaria. Bleah. Una roba inaudita, incomprensibile ad altri che non fossero quelle uniche due (su venti) che c’avevano 9 sempre e comunque. Mboh, io dal terzo anno non c’ho capito più un cappero, e anche il giorno dell’orale alla maturità alla domanda di matematica ho fatto la faccia da pesce lesso e non ho risposto (vabe’, la mia figura dell’orale fu barbina in toto, quindi non fa testo, ma è per dire che dalla terza sino all’ultimo giorno, per me la matematica finanziaria è stata un mistero). Da allora, ho sviluppato il rifiuto per la matematica, anche quella semplice, aritmetica, quella del 2+2, del 7×9 (ragazzi, ho dimenticato le tabelline! Vi rendete conto, le tabelline! Quanto cavolo fa 7×9? 63? Sì, 63…), e pensavo di non averci più a che fare per la vita.
E invece eccomi alla reception e alla cassa di un grande campeggio, un campeggio con incassi da 50mila euro al giorno in bassa stagione. Il momento più angoscioso del mio turno è l’ultimo quarto d’ora, quello in cui devo chiudere la cassa e far quadrare i conti. Che incubbbo. Su dieci, mi torna tre volte. E mancano dei soldi, e ce ne sono troppi (la maggior parte dei casi. Il direttore dice che sono una manna, gli convengo! Fra sabato e domenica ho totalizzato 40 euro di differenza cassa, per dire…), e ho dimenticato di emettere una ricevuta, e ho fatto casino con l’emissione delle fatture, e lo scontrino del pos non è firmato (e quindi gnènte incasso), insomma un giorno su tre ne ho una. Un giorno la responsabile amministrativa mi ha chiesto: “Come mai, Monia? Non ti piace fare la cassa?”.
No, sono proprio io che non piaccio alla cassa, e alla matematica!
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8 Luglio, 2008 alle 3:44 pm
E allora vedi che hai dato uno spunto a Giovanni nel caso volesse attuare il piano di venire in campeggio da te, con lo scopo di farti impazzire? Ciao Monica, o Marika, o Luana va bene lo stesso
9 Luglio, 2008 alle 9:49 am
Ops
Alloraaaaa anche tuuuu!! Come lo devo dire che mi chiamo MARTA!?
11 Luglio, 2008 alle 2:27 pm
Mi fai venire in mente la domanda che qualche allievo ogni tanto mi pone : “prof, a che cosa serve studiare la matematica?”
risposta “a farti dare il resto giusto quando vai dal macellaio”.
Mi dispiace per le tue disavventure con la cassa ma fino a che i soldi sono in eccesso direi che non devi preoccuparti
12 Luglio, 2008 alle 10:42 am
E’ un’ottima risposta effettivamente!
Ecco, giusto ieri chiudo la cassa e ho -8,50 €. Uff!
12 Luglio, 2008 alle 11:23 am
A me succedeva qualcosa di simile quando organizzavo i tornei di calcio estivi. Alla fine facevo il bilancio (entrate-uscite) e ogni tatno mi trovavo qualche soldino in più, altre volte qualcuno in meno senza ricordare bene dove l’avevo speso (ho sempre chiuso in attivo comunque)… bisognerebbe chiedere a Ricucci o a quelli della Enron, loro riuscivano a far quadrare i conti
13 Luglio, 2008 alle 10:24 am
Ieri, giornatona da superincasso (dico solo che in 7 ore ho registrato circa 170 persone), ho pensato: se oggi mi torna la cassa faccio un fioretto e non mangio cioccolato per… ehm… due ore!
Oh, ho dovuto aspettare mezzanotte per mangiarmi un budino, differenza cassa Z E R O !!!
14 Luglio, 2008 alle 9:45 am
Il budino… mi hai fatto venire in mente che il mio dolce estivo preferito si fa con il budino. Mia madre la chiama zuppa inglese, ma non lo è. Si prepara alternando strati di biscotti secchi dallo spessore sottile imbevuti nel vermut, a strati di budino alla vaniglia e a strati di budino al cioccolato (su cui si metteranno delle bucce di limone che poi sono un extra in più che ti trovi piacevolmente sotto i denti). Il tutto poi va in frigo e si mangia freddo.
Poi mi va di commentare qui il tuo post: oh, mamma:
1. mi dispiace per tua mamma, spero non si tratti di nulla di serio, nulla che non si possa liquidare con un paio di imprecazioni cosmiche che in queste situazioni funzionano sempre;
2. ho osservato anch’io che i tg vanno a periodi: si concentrano su di un tipo di notizia e ti fanno il lavaggio del cervello per alcune settimane, e poi non se ne sa più niente.
3. riguardo al sogno, beh, mi verrebbero da dire alcune cose… mi limito al fatto che l’immagine che tu evochi è di una tale tenerezza che, mentre leggevo e negli istanti immediatamente successivi, mi ha azzerato il respiro, specie se penso all’epilogo…
14 Luglio, 2008 alle 10:10 am
Uhm, non penso che quel dolce lì mi piacerebbe… D’altronde, in generale e per i dolci in particolare, più il sapore è semplice e più mi piace, quindi io mi magnerei direttamente in budino e bon!
)
Sinceramente è stato proprio uno di quei sogni lucidi a cui tu facevi riferimento nel post, quei sogni così reali, in cui sentivo davvero la testolina morbida della bambina, il suo odore da bimba, la felicità che fosse mia, per questo ci son rimasta così male al risveglio…
1. Grazie, ma non ti preoccupare: è stata una cosa lieve, un morso alla schiena già peraltro quasi guarito (lei manco se n’era accorta, pensava che il cane le avesse solo azzannato la maglia… quindi fai te
2. Sì eh, sennò come si fa a creare l’effetto “allarmismo di massa”?
3. Oh santi numi addirittura!