A casa mia, la sera, si mangia alle 19.30. Mi sono molto battuta con la mia famiglia per cenare così “tardi”, altrimenti si mangerebbe alle 18.30 d’inverno e alle 19 in punto d’estate. Sono tradizioni di campagna, orari immutati da 50 anni fa, e tutto il paese bene o male li rispetta. Solo quando andiamo a cena fuori trasgrediamo un po’ (sempre per idea mia) ed andiamo per le 20.
Venerdì abbiamo deciso che sabato o domenica sera saremmo andati fuori a cena per festeggiare tardivamente il compleanno di mia madre. Sabato torno un po’ tardi dal lavoro, quando esco chiamo a casa per avvisare (anche se, con due ore di ritardo, penso se ne fossero ormai accorti) e chiedo a mia madre: “Allora stasera si esce a cena?”, lei risponde che boh, non se n’è più parlato, vedremo. Ok.
A casa, alle sei e un quarto decido di andare a farmi un giro in bicicletta. Richiedo: allora si va? Ricevo di nuovo risposte evasive. Vabe’, ho capito, non si va. Faccio un bel giretto lungo, mi fermo anche a far visita a quella brontolona di mia nonna. Faccio un po’ tardi, ma penso che fa lo stesso, tanto la cena mica scappa dal tavolo. Sono le 19.30 quando mi arriva un sms di mio padre che mi dice che andiamo fuori a cena.
Aloraaaaa son quattro ore che ve lo chiedo e niente, e me lo dite all’ultimo minuto? Lo chiamo e gli dico che devo avere il tempo di tornare a casa, farmi la doccia, lavarmi i capelli, prepararmi.
-”E alora ciapa sò e ven a cà!”
Agli ordini capo!
(Siamo usciti di casa alle 20.10. Sono bravissima!)
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8 Luglio, 2008 alle 3:34 pm
Avevo sentito che era partito il giro d’Italia (ciclismo) femminile per cui, se non ho capito male, la prima tappa a cronometro si è tenuta tra: casa della nonna di Monia e casa di Monia, e l’hai vinta tu. Complimenti
9 Luglio, 2008 alle 9:50 am
Eheh grazie, effettivamente ho battuto i miei record quella sera!