Stereotipizziamo un po’

By acrimonia

Io gli stereotipi li odio.

Le donne incostanti ed ipersensibili e gli uomini diretti e porci; le donne al volante pericolo costante e gli uomini che non chiedono mai le indicazioni; le donne maniache della pulizia e dell’ordine e gli uomini con le rosette nelle mutande che non tirano mai giù la tavoletta del water e non chiudono i cassetti. Italiani pizza mafia e mandolini. Bleah. Mi danno la nausea.

Peeeeeròòòò, visto che sono tonna e quindi incoerente, ora stenderò una lista a vostro uso, abuso, consumo e diletto di come sono alcuni turisti in vacanza, oggetto delle mie osservazioni sul campo (di pomodori) classificati per nazionalità e (per l’Italia) per regione.

- I francesi. E qui, come insegna l’ortografia, punto. Pausa lunga, di riflessione. Perché su di loro ne avrei da dire a centinaia. Ma mi limiterò a qualche caratteristica sommaria che però rende bene l’idea. I francesi sono al centro dell’universo come l’uomo nel Medioevo. La loro lingua è superiore, perciò tutti, dovunque, devono parlarla (salvo poi prenderli in giro perché la parlano male). Io non ho visto una, non due, ma tante francesi arrivare al mio sportelluccio e sospirare profondamente di sollievo e felicità, come fossero state liberate da una decennale schiavitù, al pensiero di poter finalmente parlare la loro lingua perché “Parler toujours en anglais, c’est fatigant, quoi!”. Ma soprattutto, coi francesi io ho una questione aperta. Ecco, se c’è un madrelingua francese che legge, si facci avanti silvuplé, e mi spieghi il loro “c’est pas grave”. Io devo capire se quando lo dicono lo pensano veramente, o se è un semplice intercalare tipo “va be’”. Perché se una signora, al termine della sua vacanza, mi fa una filippica di cinque minuti su tutte le cose che non le sono piaciute e non andavano del campeggio, sul fatto che per noi i clienti sono solo numeri e non persone (e dire che io a distanza di un anno ancora mi ricordo i nomi e le facce di tutti), e poi mi conclude con un “Ben, c’est pas grave!”, capirete che ci rimango un attimo interdetta. Ma come sepagràv, ma se era grav invece che facevi, mi tiravi una bomba sulla reception?

- I polacchi: con loro, il problema della lingua proprio manco si pone. Perché loro arrivano, sparano qualcosa nella loro lingua, tu gli dici che non understandi, ma loro proseguono imperterriti col polacco, tu gli proponi l’italiano, l’inglese, l’esperanto, lo swahili, persino il tedesco!, ma quelli continuano: neanche ti dicono di no ai tuoi tentativi di trovare una lingua comune, loro parlano. Cosa dicano, ‘nzezà. Il teatrino nonsense va avanti per un paio di minuti, poi si fanno una risata e se ne vanno.

- Menzione speciale per gli olandesi, i clienti perfetti: possono avere anche 80 anni che parlano comunque l’inglese, e bene (trovatemelo un italiano 80enne che sappia parlare anche solo l’italiano…), non rompono, gli va sempre bene tutto, non si lamentano mai, pagano sempre in anticipo, non chiedono insistentemente sconti, sorridono sempre e viaggiano in bassa stagione, quando c’è tempo per fare una chiacchierata che renda la registrazione di routine un po’ meno meccanica e disumanizzata (perché io lo dico col cuore e sinceramente – a quelli non cafoni – ma dite la verità: quanto può suonare vero un “buona giornata” o “buon soggiorno” detto a 50 persone una dietro l’altra?).

- I tedeschi: neppure loro sono male, arrivano quando c’è poca confusione e non si lamentano mai, sono anche piuttosto gioiosi e disposti alla chiacchiera, se solo capissi cosa dicono. Se non fosse che parlano il tedesco, mi sarebbero pure simpatici.

- I milanesi e lombardi in generale arrivano incazzati neri, stressati dal lavoro prima e dal traffico poi, dalla coda in reception, dalle api che ronzano, dai bambini che respirano. Pronti alla lamentela per la minima cosa che non va come hanno sognato, se tutto va bene ci pensano loro a procurarsi motivi di malcontento. Gli dici che le chiavi dei bungalow sono assicurate solo dalle 17 in poi, loro arrivano a mezzogiorno e da lì ha inizio la danza: girano attorno alla reception mentre le mogli e i figli fanno la sauna in auto sotto il sole a 45 gradi, sbuffano e per cinque ore, ogni cinque minuti, s’intrufolano nella fila per chiederti “Le chiavi?”.

- I romani e laziali sono patacca. Al telefono sono amicicci per la pelle, pacche virtuali sulle spalle, e dammi del tu, e quando arrivo chiedo di te, e quando arrivano ti fanno il giochetto “Indovina chi sono?”… poi, t’incontrano in giro per il campeggio che sei senza divisa (costituita da una polo o una camicetta, non uno scafandro, specifichiamo) e manco ti riconoscono né salutano.

- I napoletani amano la famiglia. Pur di stare tutti insieme in un bungalow da sei, arriverebbero a vendere i figli, per poi ricomprarli (a prezzo scontato, ovviamente) per stare tutti insieme appassionatamente. “Quanti siete?” – “Siamo in sei. Poi, vabe’, ci sono tre bambini…” – “Quindi siete in nove!” – “No no, siamo in sei! Tre sono solo bambini!”. Il tutto rigorosamente detto aprendo impercettibilmente la bocca, perché non sia mai che io vi possa capire troppo bbbène, jà!

- I veneti non sanno l’italiano. E se lo sanno, fanno come i francesi. Io parlo in dialetto: se mi capisci, bene; sennò, amen. Ok, amen.

- I toscani li rinvio a giudizio: sono una nuova fetta di target (oddio sto iniziando a parlare come il mio capo!) che devo ancora inquadrare.

E ora, so che morite dalla voglia di dirmelo:

e noi receptionist dei campeggi, come siamo?

:mrgreen:

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9 Risposte a “Stereotipizziamo un po’”

  1. Taglia Dice:

    E’ vero che le generalizzazioni spesso non “intoppano”, perciò quelle che scriverò di seguito sono solo cretinate per ridere eh, che poi qualcuno non le prenda sul serio ;)

    C’è un legame che spiega ogni cosa: i milanesi, se osservi, sono come i francesi, perché hanno subito in tempi andati la dominazione francese (beh, non tantissimo però quel che basta) ergo entrambi hanno lo stesso modo di fare: nù sem il centro del mondo. La differenza sta nel fatto che i francesi mangiano rane e bevono champagne, i milanesi mangiano cassoela e bevono campari, credo, che ne so io, la Milano da bere là… vabbè ciò che conta è che entrambi risultano, se presi a dosi massiccie, indigesti al resto del genere umano.

    Gli olandesi sono educati: salvo poi sfornare i peggiori serial killer che l’Europa abbia conosciuto, perciò facci due chiacchiere ma gira al largo, consiglio spassionato.

    I polacchi sono come il resto del genere umano (anche se a sentire gli americani i polacchi in realtà sono un tantino tonti, le barzellette che noi raccontiamo sui carabinieri, negli Usa hanno come protagonisti i polacchi; io comunque non mi fido degli americani) per cui anche se non li capisci francamente credo che tu non perda nulla di granché interessante. Ok, devi capire la prenotazione, mettili tutti in un bungalow come fai con i napoletani e mettigli in mano un rosario che i polacchi sono contenti.

    I tedeschi sono educati solo quando vengono dalle vostre parti, qui da noi bevono, si ubriacano e rompono le palle, sarà che da noi tira un’aria diversa, sarà che noi non ci faciamo capire, sarà che noi a prenderli a calci in culo godiamo un tantinello, krukki mangiapatate.

    I toscani, per esperienza personale, se parli con loro di cucina saltano sempre fuori con Bigazzi e giù insulti. Ma d’altronde questo è quello che fa il resto d’Italia dopo aver ascoltato anche solo per due secondi quel vecchio “bilioso”. I toscani hanno un legame più profondo dei milanesi con i francesi, te ne accorgerai presto ;)

    Gli unici romani che conosco sono quelli dei film di Asterix per cui non saprei… avevo un amico di origini napoletane ed era una persona stupenda… dalle nostre parti se ne vedono pochissimi in campeggio di romani o di napoletani, almeno quando in campeggio ancora ci andavo.

    Bene, volevo scrivere questo mio lungo intervento in dialetto, ma poi mi sono detto che chi avesse letto non avrebbe capito ed ho optato per l’italiano ;) noi comunque parlando in dialetto rivendichiamo la nostra estraneità al resto d’Italia, sia chiaro che stavamo tanto bene prima di Campoformio eh!

  2. eppifemili Dice:

    una romana tu, taglia, la conosci…

  3. Taglia Dice:

    Sì è vero, ma mica mi volevo prendere confidenze! :D Via blog conosco anche Giovanni che è romano… e forse anche Antonio è romano… Conosco la milanese (lombarda comunque) Euclide che di sicuro non fa parte di quella Milano che ho descritto nel commento, come io non sono un Veneto/Veneziano che rimpianga la fine della Serenissima dopo il trattato di Campoformio ;)

  4. micia Dice:

    Concordo su tutto quello che ha detto Taglia, nel primo commento….
    eeee…..c’est pas grave! ;-)

  5. chissenefrega Dice:

    anche io odio gli stereotipi, però è vero che:

    1) non chiedo mai indicazioni (pensa che io riesco a perdermi anche col navigatore, ma MAI E POI MAI mi abbasserei a chiedere a qualcuno come raggiungere un luogo: se sono in macchina da solo potrei girare ore e ore a vuoto, fino a farmi venire la barba bianca. Però sai com’è, a noi maschietti non piace ammettere le nostre debolezze e vogliamo riuscire a cavarcela da soli in ogni situazione anche a costo di consumare i copertoni]

    2) tavoletta del wc: beh, se è vero che in una casa moderna ci si divide i compiti al 50%, cominciamo da qui: noi la tavoletta la alziamo (e già è una gran fatica!) e voi la abbassate! Semplice, no? 8)

    3) Rivendico con orgoglio le mie radici: io sono veneto MA so l’italiano. Però hai perfettamente ragione, parlo sempre dialetto, anche con chi palesemente non mi può capire (il fidanzato di mia sorella, per esempio, è siciliano: quando gli parlo non capisce una mazza, però che ci posso fare? E’ un problema suo, ti pare che io devo fare tutti sti sforzi traduttivi?)

    PS: però almeno non sono diretto e porco, e non ho le “rosette nelle mutande” (semmai ho una baguette U__u …ehm, cosa si diceva sul fatto di essere “diretto e porco” ?? )

  6. Nemuriko Dice:

    quoto tutto sui milanesi!

    da noi sono famosi per entrare nei bar in 10 e ordinare _un_ cappuccino … poi se lo dividono..

  7. acrimonia Dice:

    @Taglia: Ellapeppa! Io, sia ben chiaro, e per tutti, che sto a scherzà eh, e che tutto il post è fatto in realtà solo per dire con che strani tipi ho ogni giorno a che fare. Comunque oggi ho pensato a questo post, a te, a Chissene, a Scarlett e a TUTTI I VENETI CHE STANNO SU WORDPRESS, QUANTI SIETE!!! quando una padovana mi ha chiamato per una prenotazione e m’ha detto: “Arrivaressimo il 29 maggio e partiressimo il 2 di giugno”, evvai! ;)
    @Micia: Effettivamente, c’est pas grave! Neppure trovarmi davanti certi tipi tutti i giorni è grav, le cose grav son ben altre…
    @Chissene:
    1) sei proprio un uomo :|
    2) sei proprio un uomo :|
    3) sei proprio un veneto!
    PS: poVco :D
    @Nemuriko: Ahmbe’, ma quelli non sono i genovesi?!

  8. chissenefrega Dice:

    @acrimonia: ahahahah mitica la padovana, ma sei fortunata che invece di “maggio” non ti abbia detto “majo” :)

  9. acrimonia Dice:

    Majo non so, ma magio con una g sola sicuro!

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